MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

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Pubblicato il 05/02/2019

Novena alla Madonna di Lourdes con riferimenti alle Opere minori di Maria Valtorta: IV

Preghiera a N. S. di Lourdes

   Maria, Nostra Signora di Lourdes! Che la tua bellezza e il tuo sorriso rinfranchi il nostro cuore! 
   Che il tuo appello alla penitenza ci trovi disponibili e generosi!
   Che le nostre comunità camminino con decisione nella sequela di Cristo, e si appoggino senza dubbi sulla fede di Pietro! 
   Che la manifestazione del tuo nome, « l’Immacolata Concezione », ci faccia sperare nell’innocenza ritrovata e desiderare la santità!
   Che la luce della Pasqua, accesa al termine della prossima Quaresima, ravvivi in noi la fiamma della carità!
   O Maria, Regina della pace, volgi il tuo sguardo sui popoli vittime della guerra!
   O Maria, salus infirmorum, concedi ai malati la forza e la speranza!
   O Maria, che hai vissuto la povertà, aiuta, per mezzo nostro, i più diseredati!
   O Maria, Madre della Chiesa, ti preghiamo affinchè, come te, ognuno sappia dire « sì » agli appelli di Dio!
   O Maria, Madre di Dio, portaci a cantare il Magnificat perchè il Regno di Dio ci è aperto!

         Santo Rosario oppure Pater, 7 Ave, Gloria, Magnificat

   “Nostra Signora di Lourdes, prega per noi, e ottienici le Grazie che amorevoli e fidenti chiediamo al tuo Cuore di Madre di Dio e nostra

   “Santa Bernardette, prega e intecedi benignamente per noi

   “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”

 

   Dai Quaderni di Maria Valtorta, 7 dicembre 1943

   Dice Maria:
   «Un altro regalo della Mamma in occasione della mia Festa.
   Vi sono altre due frasi nei vangeli che mi si riferiscono e che voi interpretate più o meno bene. Io te le spiego.
   Dice Matteo (12, 46-50): "Mentre Gesù parlava, sua Madre e i suoi fratelli stavano fuori cercando di parlargli. Uno disse: 'Tua Madre e i tuoi fratelli ti cercano'. Ma Egli rispose: 'Chi è mia Madre e chi sono i miei fratelli? Ecco mia Madre e i miei fratelli: chiunque fa la Volontà del Padre mio' ". 
   Ripudio della sua Mamma? No. Lode alla Madre sua che fu perfetta nel fare la Volontà del Padre. Bene lo sapeva il mio Gesù quale volontà io eseguivo! Una volontà che avevo fatta mia e davanti alla quale non arretravo per quanto ogni scoccare di minuto mi ripetesse, come colpo su un chiodo infisso nel cuore: "Ciò termina col Calvario". Bene sapeva che avevo meritato d’esser Madre di Dio per avere fatto questa Volontà e, se non l’avessi fatta, Egli non mi avrebbe avuto per Madre.
   Perciò, fra tutti coloro che l’ascoltavano, legata a Lui da un vincolo superiore al sangue, da un vincolo soprannaturale, io ero, prima in epoca e in cognizione, fra tutti i discepoli - perché il Verbo di Dio m’aveva istruita sin da quando lo portavo nel seno - io ero "la sua Madre" nel senso che Egli dava al suo dire divino, e unito al riconoscimento umano degli ascoltatori Egli mi dava il suo riconoscimento divino di vera Madre, perché davo vita alla Volontà del Padre suo e mio.
   Luca (11, 27-28) racconta che mentre Gesù parlava una donna disse: "Beato il seno che ti ha portato e le mammelle che hai succhiato". Al che il Figlio mio rispose: "Beati piuttosto coloro che odono la parola di Dio e l’osservano".
   L’esser Madre di Gesù fu una grazia di cui non m’era lecito gloriarmi. Fra i milioni e milioni di anime create dal Padre, Egli, per un decreto imperscrutabile, scelse la mia ad esser senza macchia. Non vuole l’Eterno che in Cielo io mi umilii, perché m’ha fatta Regina nell’istante felice in cui, lasciata la Terra, sono stata cinta dall’abbraccio del Figlio mio, nostalgia acuta del tempo della separazione, desiderio che mi consumò come lampada che arde. Ma se lo permettesse, io starei in eterno prostrata davanti al suo Fulgore per umiliargli tutta Me stessa in ricordo del suo decreto di benignità che m’ha dato un’anima battezzata in anticipo su tutte le anime, non coll’acqua ed il sale ma col fuoco del suo Amore.
   L’avere Egli succhiato al mio seno neppure poteva suscitarmi vampe di superbia. Egli avrebbe ben potuto venire sulla Terra ed essere Evangelizzatore e Redentore senza avvilire la sua Divinità incarnata ai naturali bisogni di un infante. Come al Cielo salì dopo la sua Missione, così dal Cielo poteva scendere per iniziarla dotato di un corpo adulto e perfetto, necessario alla vostra pesantezza di carnali. Tutto può il mio Signore e Figlio ed io non sono stata che uno strumento per rendere più comprensibile e più persuasiva a voi la reale Incarnazione di Dio, purissimo Spirito, nelle vesti di Gesù Cristo figlio di Maria di Nazareth.
   Ma l’avere osservato la parola di Dio e affinato i sensi dell’anima con una purezza totale sin dall’infanzia, questo era grandezza; e l’aver ascoltato la Parola che m’era Figlio per renderla mio pane e sempre più fondermi al mio Signore, questa era beatitudine.
   "Oh! santa Parola. Dono dato ai diletti di Dio, veste di fuoco che cingi di splendori, Vita che divieni la Vita di coloro a cui ti dài, che Tu sia sempre più da essi amata come io ti amai in ardore e umiltà.   

   Opera in questi miei figli, o Parola santissima, poiché io li ho presi per miei ai piedi della Croce per dare conforto al mio strazio di Madre a cui è stato ucciso il Figlio adorato, e conducili al Cielo per una via di verità splendenti e di ardenti opere. Conducimeli sul Cuore dove Tu hai dormito infante e posato ucciso, dove ancora sono stille del tuo Sangue santissimo e del mio pianto, perché il resto della loro umanità dilegui a quel contatto ed essi, luminosi della tua Luce, entrino con Te nella Città dove tutto è eterna perfezione e dove Tu regni e regnerai, Figlio mio santo!".»


   Dice Gesù:   
   «Di’ al Padre che fra le ragioni probatorie vi è quella di dettati che, per il loro contenuto, non possono certo uscire da un cuore che avvenimenti speciali inducono ad agitarsi creando pensieri contrari a quelli che scrivi: fra questi noti il Padre quelli scritti nei giorni della morte di tua madre (deceduta il 4 ottobre) e recentemente quello del 6 corrente. Aggiunga questa ragione alle altre. È una prova sicura della fonte non umana dei tuoi scritti.»