MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

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Pubblicato il 10/05/2019

Settimo giorno della Novena alla Madonna di Fatima con riferimenti alle Opere valtortiane

Settimo giorno

   Vergine Santissima, che a Fatima hai rivelato al mondo i tesori di grazie nascosti nella pratica del santo Rosario, infondi nei nostri cuori un grande amore a questa santa devozione, affinché, meditan­do i misteri in esso contenuti, ne raccoglia­mo i frutti e otteniamo la grazia che con questa preghiera ti chiediamo, a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle nostre anime. Così sia.  

   Gloria, 7 Ave Maria, Salve, Magnificat

   CUORE IMMACOLATO DI MARIA, PREGA PER NOI. 

   Preghiera

   Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. 
   Deside­riamo la luce che s'irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la Pace di cui Tu sei Regina
   Ti affidiamo con fiducia le nostre neces­sità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d'a­more e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. 
   Ricorda, Madre di bontà, che alle tue pre­ghiere Gesù nulla rifiuta. 
   Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai gio­vani, fede e concordia alle famiglie, Pace a noi. 
   Richiama gli erranti sul retto sentiero, proteggi e sostieni i tuoi ministri e la santa Chiesa di Dio. 
   Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. 
   Dopo que­sto esilio e finanche da ora, mostra a noi Gesù, Frutto Bene­detto del Tuo Grembo, o Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria. 
   Amen.

  

   Dai Quaderni, 2-3 agosto 1944

   [...] Ore l2. Capo 44° (se leggo bene) di Ezechiele.

   Dice Gesù:
   «L'Inviolata giubilante in Cielo, l'Arca chiusa in cui nulla e nessuno poté metter mano perché là dove è entrato Dio non è lecito entri uomo, o ciò che è annesso all'uomo colpevole in Adamo, tu l'hai vista. Per Lei la fine della vita fu Vita gloriosa e immediata, perché chi aveva portato il Vivente non poteva conoscere morte, e chi non fu profanata da umanità non poteva conoscere profanazione di sepolcro. Ma la grande Regina, che rapisce nella gioia dell'estasi gli angeli, ti dà un altro insegnamento.
   "Il principe stesso si metterà a sedere davanti ad essa per mangiare il suo pane davanti al Signore", è detto2.
   Nessuno, per grande che sia, può venire nel mio cospetto se non riconosce in Maria, Porta chiusa da cui solo Dio è entrato, la Madre del Salvatore, la Madre-Vergine, la Madre divina.
   Io l'ho accumunata alla mia sorte di Vivente in Cielo per dirvi quale sia la sua gloria. Unicamente inferiore a Dio Ella è, perché da Lui creata. Ma la sua maternità e il suo dolore di Corredentrice la fanno eccelsa su ogni creatura. Porta di Dio, da Essa sgorga fede, speranza, carità; da Essa temperanza, giustizia, fortezza, prudenza; da Essa Grazia e grazie; da Essa salute, da Essa vi viene il Dio fatto Carne.
   O Madre mia! Per il Pontefice e per l'ultimo dei credenti sei tu la santa Pisside in cui l'Eucarestia attende di essere data a chi crede. Tutte le grazie passano attraverso il tuo Corpo inviolato, attraverso il tuo Cuore immacolato. E misteri e verità, e sacramenti e doni, vengono conosciuti con vera sapienza e gustati con conoscenza e frutto solo da quelli che sanno chiederli a te, davanti a te. Tu schermo fra il Sole e le anime e fra le anime e Dio, per cui la Divinità può esser contemplata dall'uomo e l'umanità esser presentata al Perfetto. Tu, Madre che hai dato Dio all'uomo e dai l'uomo a Dio, istruendolo col tuo sorriso e col tuo amore.
   Mio piccolo Giovanni, vieni sempre a Me passando per Maria. È il segreto dei santi. E la Porta chiusa, che non si aprì né s'aprirà mai per violenza umana, la Porta santa per cui solo Dio può passare, si apre al tocco di amore di un figlio di Dio. Si apre benigna. Quanto più umile e semplice è quello spirito che a Lei si volge, e tanto più Ella si apre e vi accoglie. Vi accoglie per insegnarvi la Sapienza e l'Amore tenendovi fra le sue braccia di Madre.
   Vai, Giovanni, alla tua Maestra che ti ama.
   Questo, poi, per un'altra categoria di persone che non sanno essere dei "piccoli Giovanni" né voci di Cristo.
   "I leviti3 che si allontanarono da Me nello smarrimento dei figli di Israele… saranno custodi e portieri della casa… Invece i sacerdoti e i leviti figli di Sadoc… si accosteranno a Me e staranno alla mia presenza… La loro eredità sono Io".
   Non succede solo per i sacerdoti nel senso letterale della parola. Prendiamolo in significato più vasto: credenti, o cristiani, se più piace.
 Colui che crede serve Dio. Col Battesimo e la Confermazione vi siete impegnati a ciò. Con la fedeltà alle cerimonie volete dire a Dio, a voi, e al mondo, che volete servire Dio. Siete dunque, senza consacrazione, dei piccoli sacerdoti del vostro Dio. Dovreste esserlo perché Io vi chiamo tutti intorno a Me per amarmi e servirmi in questa vita e nella futura.
   Ma che avviene, dunque, allora? Perché vediamo dall'alto dei Cieli troppi leviti che nello smarrimento del mondo si allontanano da Me dietro a idoli che, se sono vergogna a ogni uomo che la Grazia ha fatto figlio di Dio, sono vergogna somma e profanazione per un consacrato? Perché vi sono altre religioni e altre cerimonie che non sono le mie per costoro? Perché hanno fatto dell'egoismo, del senso, del denaro, dell'ambizione le loro religioni? Perché servono la menzogna non avendo che una veste e non un'anima sacerdotale?
   E perché Io devo eleggere fra i figli di Sadoc coloro che sostituiscono le voci divenute mute e le lucerne spente? Per pietà del mondo. Sì. Per pietà.
   Ma guai a coloro che devo respingere al ruolo di custodi della mia Casa, non più di custodi! In ogni secolo vi furono gli eletti a sostituirli. Venuti da ogni professione e rango sociali. Portati dal turbine d'amore, salirono ben alti a purificarsi nel Fuoco e ad istruirsi con le voci della Fiamma divina. Hanno guardato un attimo Dio: con sincera, buona volontà di vederlo. E la visione li ha consacrati al suo servizio.
   Ed ecco che Io dico: "Essi staranno per la loro fedeltà alla mia presenza, i loro doni mi saranno graditi, Io li istruirò nella Verità, Io sarò la loro eredità".
   Oh! venite, o miei benedetti! Venite, voi a cui è stata rivelata la Verità non per opera di uomo ma per volere di Dio a premio del vostro amore fedele, voi a cui si può dire come dissi a Simone4:"Beati voi, perché non la carne né il sangue, ma il Padre mio che è nei Cieli vi ha dato di conoscere la Sapienza e conoscere il Cristo". Statemi sul cuore. Esso è pieno di ammaestramenti per voi e di amore infinito.»
   Gesù aggiunge: «Ho voluto farti un commento atto alle festività di oggi: S. Maria degli Angeli e S. A. M.5 de Liguori.»

 

   3 agosto 1944

   Libro III dei Re, cap. l9°.    

   Dice Gesù:
   «Dove Io mi trovo? Dove mi occorre cercarmi per avermi ad ogni minuto? Nelle cose grandiose? Solo in quelle? No. Verrei troppo raramente, perché la vita è fatta di piccole cose e i momenti solenni sono rari. Questo per misericordia mia. Come potrebbe resistere una creatura che fosse sottomessa da mattina a sera, e ogni giorno dell'anno, ad un continuo logoramento di grandi dolori, di grandi lotte, di grandi rinunzie?
   La vita è fatta di piccole cose. Quella vita con la quale potete conquistare la Vita eterna. Ma le piccole cose vanno guardate con occhio d'amore e di esatto conoscimento e compiute con atto d'amore. Ecco allora che divengono grandi cose se pur sono minute.
   Guardate con occhio d'amore e di esatto conoscimento. Non finirò mai di dirvi1, per persuadervene, che il male non viene da Dio e che esso è frutto di connubio di vostri simili a Satana o di leggerezza di vostri simili, se il male è di piccola mole. Il male che vi fa soffrire non viene da Dio. Quando un dolore viene da Lui, quale può essere una persona o cosa che vi toglie per avervi più staccati da ciò che è umano e più liberi di seguire Lui, allora vi dà insieme forza e pace. Tu lo hai provato e sai. Dillo alle anime come è diverso il dolore che viene da Dio, anche se è un grande dolore, da quello che è frutto della durezza umana e dell'odio fra fratelli.
   Perciò, quando vivete le cose di ogni ora sappiate discernere e amare, amare, amare. Amare la mano di Dio se vi porge essa le cose. Amare gli infelici e colpevoli d'esser cattivi, se le cose vi vengono imposte da essi. Amare sempre. Compiere con amore ogni cosa. Viene da Dio? È sua volontà. Perciò va amata. Viene dall'uomo? Fate di questa cosa umana una preziosa cosa sovrumana sopportandola con pazienza e carità. Ciò purché non sia contraria alla mia Legge. Nel quale caso occorre saper resistere cercando con dolcezza di piegare al bene chi vuole il male, sapendo però anche morire se costui insiste nel suo volere, pur di non giungere a peccare. I martiri non sono soltanto quelli morti per opera di tiranni. Molti sono i martiri sconosciuti e umili che muoiono ogni giorno perché non vogliono fare il male, uccisi violentemente o spentisi lentamente, consumati da una oppressione lenta ma continua di chi li odia perché li capisce giudici suoi e più forti, di una forza sovrumana, a lui.
   Ma, per tornare al Libro2: dove si trova il Signore? Nel vento forte e violento? Nel terremoto? Nel fuoco? No. Nell'aura leggera.
   Oh! il Signore è sempre dolce coi suoi figli! È sempre paziente e misericordioso. Vi mostra un volto paterno per innamorare sempre più di Sé i figli buoni3 e per attirare a Sé i figli prodighi. Quanta pazienza! Se non l'avesse infinita, dovrebbe continuamente fulminare col suo sdegno. Però non giudicate ciò debolezza. Vi dà la vita per convertirvi, o figli ingrati, ma ogni giorno di inutilmente data longanimità di Dio lo troverete segnato e lo sconterete aspramente, quando sarete fuori di questa Terra in cui vi credete padroni irridendone il Padrone vero.
   L'aura leggera è la pace che avvolge quanto viene da Dio e vi dice: "Qui è il Signore". Affrettatevi allora a servirlo; non dite: "Non fa paura e perciò non me ne curo". Ma anzi, appunto perché vi ama, sappiate amare. Sappiate con rispetto e con amore confidente stare davanti a Dio. Sappiate dire ciò che disse il profeta4: "Io ardo di zelo per il Signore".
   Tutti dovreste esser ansiosi di servire Iddio. La maggioranza invece è pronta a servire l'uomo e a trascurare Iddio. Troppi figli di Dio hanno abbandonato il suo patto e distrutto nel loro cuore l'altare dell'amore per il Signore, deridendo i figli fedeli, opprimendoli, sino alla morte talora.
   È allora che il Signore dice a coloro che restano soli, come palme solitarie fra l'aridità di un deserto e i bassi e amari cespugli spinosi – l'aridità è il mondo e i cespugli spinosi [sono] i cattivi, mentre la palma è utile, alta e dolce nei suoi frutti – dice: "Va' senza temere. La tua vita è nelle mie mani. Tu, e con te i settemila che non hanno piegato i ginocchi alla Bestia e non hanno avuto baci per essa, siete a Me riservati. Miei in una maniera assoluta, eterna, di una beatitudine senza confini".
   Ma – non è finita la lezione – ma finché siete nella lotta non vi gloriate della predilezione di Dio. Come soldati armati voi avete lottato e ne avete avuto premio, ma ancora non avete finito di lottare. Dio è con voi come vostro Condottiero. Ma non può dirsi vincitore colui che dopo le prime vittorie abbandona il suo condottiero e si tiene contento della lode avuta. Vincitore e forte è colui che lo segue sino alla fine. La vita è una guerra di ogni giorno. Voi siete gli armati che la vincete.
   Il Nemico vi è noto. È uno solo, ma ha molte facce. La prima è quella del Demonio, le secondarie sono la carne, il mondo, il denaro. Siate fedeli. Avete vinto? La gioia della vittoria vi fortifichi per le nuove lotte. Avete perso? Lo sconforto non vi accasci. Ma l'umiliazione della debolezza vi sproni a redimervi con una vittoria. Solo chi è giunto alla fine può gloriarsi nel Signore, perché sino all'ultimo attimo di lotta il Nemico comune e il nemico individuale, che è la parte inferiore del vostro io, possono farvi mordere il fango in una caduta mortale.
   "Chi è armato non si glori come chi posa l'armi". Fidi nel Signore ma vigili senza sosta. Verrà l'ora dell'abbraccio col vostro Re. Allora le armi saranno sostituite dalle palme e il rumore della lotta con le armonie celesti. Allora potrete gridare la vostra gioia d'esser vittoriosi.
   La vita è guerra, il premio è il Cielo. Sappiate averlo sentendo Dio nell'aura leggera, resistendo a Satana coi suoi turbini violenti. Sappiate piegare il cuore a Me solo e aver baci d'amore per il vostro Signore Iddio. Altro Dio non avete. Servite Lui solo e sarete fra i settemila che Egli si è riservati, fra i centoquarantaquattromila di cui parla Giovanni5: gli eletti alla vera gloria che non ha paragone e termine e che vengono dalla grande tribolazione della Terra a riposarsi nel Regno di Dio.»
 

   Ieri sera la grande Regina, che mi era stata presente nel suo fulgore per tutto il giorno, è tornata Mamma presso la sua povera figlia che soffriva tanto. Non più nella veste fulgida e nell'azzurro del Paradiso ma con la veste di lana bianco avorio solita, presso il mio letto, così dolce e buona nel sorriso e nella carezza.
   Mi sono rifugiata sul suo petto che pare quello di una snella giovinetta e sono rimasta lì accarezzandole le mani tanto belle e piccine, morbide e profumate come fiori. Profumate del suo profumo di Immacolata. Non è fragranza umana. Deve essere l'odore del Cielo. È tanto bello, sa?, stare così con la guancia sul cuore della Mamma e sentire attraverso la stoffa ruvida battere il suo cuore e giungere il tepore del suo petto, è bello poter giocare con le dita sottili come con quelle di una mamma. Quante volte le ho detto: "Mamma!".
   Lei dirà che mi ripeto. Ma è tanta gioia narrare a lei e a me i miei incontri con Maria, che non posso farne a meno. L'ho tanto pregata ieri mattina come Regina dei Cieli per i bisogni di tutti. Ieri con confidenza di figlia le ho ripetuto le mie richieste. Per tutti. E specie per alcuni che voglio salvare dal dolore poiché, per loro, dolore vorrebbe dire disperazione.
   Leggendo per chissà quale volta la vita di S. Teresina6, trovo: "Ponendomi nelle braccia del buon Dio imitai il bimbo che nelle grandi paure nasconde il capo biondo sulla spalla del babbo". Io esclamo: "Io lo nasconderò sul seno della Mamma. Gesù è lo Sposo, Fratello e Signore. Mi appoggerò perciò a Lui ma come a sposo e fratello e prenderò per mia guida la sua mano armata della croce. Quando Egli vorrà, mi cingerà del suo braccio per attirarmi sul cuore. Ma sarà posizione di sposa. Perciò transitoria, né la potrò pretendere ad ogni ora. Invece sul cuore della Mamma una figlia, e inferma per giunta, può starci sempre. Io mi abbandono sul seno della Mamma. E non considero ciò una defezione verso il mio Gesù. Anzi l'opposto. Sono certa che, stando così, sarò sempre presso a Gesù perché ho la certezza più sicura che Gesù si trova sempre fra le braccia di Maria. A cercarlo altrove potrei andare fuori del suo cammino. Ma cercarlo lì, lo trovo sempre. Mamma, eleggo la tua spalla per mio rifugio. Col volto contro la tua gota ti chiederò tutto e spererò tutto. Una Mamma non delude".
   Se sapesse come è dolce sentirla qui, tutta mia… Sentirla e vederla proprio tutta, tutta, tutta per me, viva e vera, respirante, sorridente… Ieri era la gioia estatica, tutta per l'anima. Oggi è la gioia anche per la mia umanità. Non so spiegare bene questa gioia completa, questa pace, questa compagnia, questo che provo, insomma. Bisognerebbe provarlo per comprenderlo. Sono sola ma in realtà io sono con Lei, né mi stupirei se avendo bisogno di avere aperto l'uscio la vedessi aprirmelo, o se avendo bisogno di soccorso Ella me lo desse. Non me ne stupirei tanto è reale la sua presenza.
   Oh! non merito tutto questo! La bontà di Dio è veramente al disopra di ogni iperbolico calcolo umano…