MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 18


5 giugno 1943

   Ore 12.    

   Dice Gesù: 
   «Vorreste che Io venissi e mi mostrassi per terrorizzare a incenerire i colpevoli. O miseri! Non sapete quello che chiedete1! Purtroppo verrò. Dico: "Purtroppo", perché la mia sarà venuta di Giudizio e giudizio tremendo.
   Avessi a venire per salvarvi non direi così e non cercherei di allontanare i tempi della mia venuta, ma anzi mi precipiterei con ansia per salvarvi ancora. Ma il mio secondo avvento sarà avvento di Giudizio severo, inesorabile, generale, e per la maggior parte di voi sarà giudizio di condanna.
   Non sapete quello che chiedete. Ma se anche Io mi mostrassi, dove è nei cuori, e specie in quelli maggiormente colpevoli delle sciagure di ora, quel tanto residuo di fede a di rispetto che li farebbe curvare col volto a terra per chiedermi pietà e perdono? No, figli che chiedete al Padre vendetta mentre Egli è Padre di perdono!
   Se anche il mio Volto balenasse nei vostri cieli e la mia Voce, che ha fatto i mondi, tuonasse da oriente ad occidente, le cose non muterebbero. Ma soltanto un nuovo coro blasfemo di insulti, ma soltanto una nuova ridda di ingiurie sarebbero lanciati contro la mia Persona.
   Ripeto: potrei fare un miracolo e lo farei se sapessi che poi voi vi pentite e divenite migliori. Voi, grandi colpevoli che portate i piccoli a disperare e a chiedere vendetta, e voi, piccoli colpevoli che chiedete vendetta. Ma né voi, grandi colpevoli, né voi, piccoli colpevoli, vi pentireste a non diverreste migliori dopo il miracolo. Calpestereste anzi, in una furia di gioia colpevole, i corpi dei puniti, demeritando subito al mio cospetto, e vi montereste sopra per opprimere, a vostra volta, da quel trono fondato su una punizione.
   Questo vorreste. Che Io colpissi per potere colpire a vostra volta. Io sono Dio e vedo nel cuore degli uomini e perciò non vi ascolto in questo. Non voglio che vi danniate tutti. I grandi colpevoli sono già giudicati. Ma voi tento di salvarvi. E quest’ora, per voi, è vaglio di salvezza. Cadranno in potere del Principe dei demoni coloro che già hanno in loro la zizzania del demonio, mentre coloro che hanno in cuore il grano di frumento germinante l’eterno Pane, germoglieranno2 in Me in vita eterna.»

 

    Supplica a Maria Addolorata.

   Maria, che ci hai preso per figli ai piedi della Croce; Maria, che sei la Madre nostra e del nostro Dio e Fratello Gesù, ascolta la voce dei tuoi figli.
   Ecco: ci trasciniamo ai piedi della Croce dove agonizza il Figlio tuo e dove Tu pure agonizzi col tuo Cuore straziato, o Madre che vedi morire la tua Creatura.
   Guardaci, Maria. Siamo tutti aspersi del Sangue del tuo Figlio. Egli è morto per noi, per darci la Vita e la Pace in questo e nell’altro mondo. E noi, a Te che sei stata la prima pietra della nostra redenzione, ci volgiamo per avere vita, salvezza e pace, che abbiamo demeritato di avere con la nostra forma di vivere contraria e ribelle alla dottrina del Figlio tuo.
   Sì, lo sappiamo d’aver meritato il flagello che ora ci colpisce. Lo riconosciamo umilmente per assomigliare a Te che fosti l’Umilissima oltre che la Purissima. Ma, o Madre, oltre che pura Tu sei pietosa. Pietà dunque di noi, Maria, che generasti al mondo la Misericordia stessa!
   Salvaci, salvaci, o Maria, dalla furia nemica!
   Salva le nostre chiese e le nostre case, le chiese e le case di questa città3 che ti riconosce Regina e Patrona.
   Salva i nostri uomini, quegli uomini che Tu, Stella del Mare, tante volte salvasti dalle marine sventure.
   Salva noi tutti qui prostrati ai tuoi piedi; salva quelli che l’infermità impedisce di essere qui con noi, ma che vi sono con le loro anime e il loro soffrire.
Salva anche coloro che sono assenti con la loro pervicace volontà, i figli sviati, i disgraziati più grandi perché hanno perso la Luce, la Via, la Vita, perdendo tuo Figlio, Verità vera.
   E per penetrare con la nostra preghiera nel tuo Cuore pietoso, ecco, o Maria, che ci spogliamo dai rancori, dallo spirito di vendetta, dalla sete d’esser crudeli come altri lo sono con noi. Ci ricordiamo, in quest’ora, che siamo tutti creati dal Padre, che siamo tutti fratelli del Figlio, che siamo tutti amati dallo Spirito. Ci ricordiamo, in quest’ora, la preghiera del tuo Gesù, Martire per noi: "Padre, perdona loro" e la ripetiamo per tutti, su tutti, per essere a nostra volta perdonati dall’Eterno e salvati da Te.
   Ave, Maria! Dal tuo Cuore trafitto fa’ scendere su noi la grazia della salvezza per questa città, per la patria nostra, per il mondo tutto che muore fra le rovine avendo perduto di vista il Cielo. Santa Maria prega per noi. E se la volontà di Dio si avesse a compiere, per noi, cruentemente, siici4 al fianco nell’ora della morte per portarci con Te, Maria5, a vederti e ringraziarti tra gli splendori eterni di Dio. Amen.

 

   1 Nel dettato del 3 giugno
   
   
germoglieranno è nostra correzione da germolieranno
    
   
3 Viareggio. Vedi pag. 87. 
   
   
siici è nostra correzione da siaci 
   
   
5 La preghiera terminava qui. Poi la scrittrice ha depennato Maria ed ha aggiunto le parole che seguono, precisando, con annotazione a matita, che si trattava di Parole aggiunte, escluso l’Amen.