MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 193


2 dicembre 1943

   Aggeo cap. I° e II°.

   Dice Gesù
   «Sempre, quando l’uomo si è staccato da Dio e dal soprannaturale per dedicarsi al suo io e alle cose naturali, ha diminuito a se stesso la felicità di possedere anche il naturale. 
   Il primo a morire è il gaudio soprannaturale, quella sicurezza e quella pace che fa forti nelle vicissitudini della vita, perché l’uomo non si sente solo, anche se è in un deserto, anche se sopravvive in un paese distrutto, poiché sente su di sé e intorno a sé l’amore di un Padre e la presenza di forze immateriali ma sensibili ai suoi sensi spirituali. 
Beati coloro che sono in questo gaudio! Essi possiedono le ricchezze eterne. 
   
Il secondo a perire è il benessere naturale. Non guardate con occhio d’invidia colui che, sebbene vivente in obbrobrio a Dio, vi pare abbia colmo il suo piatto. Non sapete quali e quante altre cose manchino alla sua casa, né quanto quel piatto durerà pieno.
   In ogni caso sappiate che, quanto più si accresce per il ribelle a Dio l’attuale benessere, tanto più aumenta il rigore del suo al di là. Non saranno gli Epuloni in grembo ad Abramo, ma sibbene i Lazzari dal cuore ricco di opere sante e di ubbidienza alla Volontà santa.
   Vivono i ribelli, e anche gli immemori del Signore, arrabattandosi ad aumentare borsa e granaio, case e poderi, cariche e onori. O infelici illusi, che più si affaticano per esser satolli e più li rode il germe del peccato, come fa un roditore in un sacco di grano che sempre scema anche se sempre è riempito, poiché castigo di Dio è sull’opera loro!
   Che avete, oggi che avete fatto del presente che muore lo scopo del vostro vivere e non avete più occhi dello spirito per vedere Dio né più palpito di spirito per pensare a Dio? Sono riuscite le vostre imprese? Sono aumentate le vostre ricchezze? La vostra felicità è cresciuta? No. Come fiammata di un fienile esse hanno avuto un rapido fiammeggiare che sedusse i semplici (non di spirito) ma che durò quanto dura fuoco di paglia e che peri lasciando poca cenere che il vento sperdeva e rendeva amara al palato e ostile agli occhi. il vostro apparente trionfo vi si risolse in sconfitta e dolore e vi ha travolto voi ed i sedotti di voi.
   Tornate a Dio. Lo dico ancora una volta. Sopra gli interessi individuali, e anche nazionali, vi è un interesse più alto: quello di Dio. Ed è quello che dovrebbe avere sempre la precedenza. Se ciò fosse, non cadreste negli errori e nei delitti, individuali o nazionali che siano, in cui cadete, poiché l’interesse di Dio non è fatto di cose malvagie ma sante. E dove è santità non è errore e delitto.
   Non solo, operando come fate, spingete [l096] Dio a punirvi nei vostri campi, nelle vostre mandre, dandovi fame e siccità, ma precludete l’effondersi dai Cieli di una rugiada ben più datrice di vita della rugiada della notte che copre di perle gli steli dei prati e fa crescere messi e fieni. È la rugiada della grazia nei cuori che voi impedite vi venga data. È Cristo che non può operare in voi.
   Inutile dire: "i cieli piovano sulla terra il Giusto". Egli è sceso una volta, ma voi siete rimasti, e sempre più siete divenuti, terre sterili e selci aride. Chiusi siete nei vostri spiriti fasciati di carne e sangue, uccisi dalla carne e dal sangue, e il Salvatore non può entrare a salvarvi.
   Eppure verrò. Verrò instancabilmente e singolarmente a tentare le porte dei cuori, e dove troverò chi mi apre entrerò a farvi dimora di pace. Verrò, perché tuttora sono il Desiderato dai giusti della Terra e dai santi per la Terra, verrò ad assumere il mio Regno per la mia seconda venuta e per mio trionfo finale.
   Attirerò a Me il mondo dei viventi dello spirito e convergeranno a Me razze e nazioni per vedere la mia gloria che si incorona di una croce. Fluirà la Pace poiché sono il Signore della pace, fluirà come fiume di latte sul mondo a verginizzarlo di candore dopo tanto sangue che grida in tutti i continenti a Dio il suo dolore d’essere stato tratto dalle vene per mano dei fratelli.
   Il sangue, da Abele al giorno del mio morire, io l’ho lavato da questa Terra col mio Sangue. Ma dopo, il delitto dell’odio umano, che è frutto satanico, ha nuovamente resa immonda la Terra, e non vi è zolla del pianeta vostro che non abbia conosciuto il sapore del sangue. Da queste zolle inzuppate di sangue umano sale un miasma che vi fa sempre più ferini. Non vi è che il mio potere che possa purificare ciò che vi circonda e ciò che avete nell’interno vostro. quando l’ora sarà verrò a mondare voi e la Terra dall’odio umano perché sia presentabile a Dio coi suoi viventi.
   L’ultima lotta sarà di odio puramente satanico e allora non vi sarà che Satana e i suoi figli ad odiare. Ora odiate tutti. Anche i santi fra voi odiano più o meno il nemico e il vicino. E ciò agevola le opere di Satana e ostacola le opere di Dio nei singoli o nelle nazioni.
   Non abbiate moto di rancore o sprezzo, voi che siete a Me più cari, almeno voi. Sono morto per tutti, ricordatevelo. italiani, francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi o romeni, sono ugualmente tinti del Sangue mio. Vi ho cementati tutti al ceppo della Vite divina col mio Sangue. Perché odiarvi dunque? Non divisioni di razze, non divisioni di culti giustificano il vostro rancore.
   Io solo sono il giudice. Chi infierisce su un suo simile in nome della Fede o della Patria è contrario alla Carità e perciò a Dio. Non maledirò i mandati a combattere poiché ho insegnato l’ubbidienza alle autorità. Ma il mio anatema è già detto, ed empirà di tuono il firmamento nel giorno del Giudizio, per coloro che sotto un bugiardo manto di patriottismo e di difesa della Fede, si arrogano diritto di predare e uccidere per servire se stessi.
   Non agitate uno stendardo in cui non credete. Non pronunciate difesa di ciò che in cuore sprezzate. Non dite: "Sono il difensore di Dio e della Patria, della causa di Dio e della Patria". Mentite. Siete voi per i primi che attentate a questa e a Quello e che nuocete non a Dio, superiore ai vostri attentati, ma alla Patria. Cominciate a difendere Dio in voi e la Patria in voi, e non barattate Fede e Patria per un piatto di lenti o per trenta denari maledetti.
   Distruttori e mentitori. Adulteri della Fede e della Patria. Derisori della vostra dottrina e della vostra mente, perché dite una cosa e ne fate un’altra perché sapete che ciò che fate è male e lo fate lo stesso, perché sposate una idea o la Fede e poi la tradite per un basso amore, perché mentite a voi e agli altri, perché distruggete ciò che altri hanno coltivato per darvelo in retaggio.
   O crudeli, che distruggete anche l’opera di Dio e uccidete il tempio del vostro corpo, nel quale è un’anima morta, e il tempio di Dio, poiché nelle chiese non sono più che troppo rari i fedeli e i ministri "vivi"!
   Che valgono i vostri riti fatti con anima morta? Non ricordate che a Dio vanno offerte ostie vive, perfette e prime? E voi offrite gli avanzi, gli sciancati, i morti? Morti poiché ciò che toccate con l’anima morta lo uccidete, sciancati perché ciò che date a Dio con l’anima malata rendete deforme, avanzi perché a Lui serbate ciò che vi supera dopo esservi impinguati per vostro godere.
   Tornate a Dio. Tornate al Cristo. Sacerdoti, tornateci per divenire "sacerdoti". Avete bisogno della sua consacrazione, di quest’olio che stilla dal Sacerdote eterno. Siete in troppi ridotti a lampade prive d’olio, ed i fedeli si smarriscono perché non hanno luce nelle tenebre. Portate la Luce ad essi. Io sono Luce del mondo. Ma non potete portarmi se non mi avete in voi.
   E non insolentite il mio portavoce se vi dice questo. Beneditelo invece poiché vi fa conoscere la verità e vi dà modo di guardarvi fra le piaghe dell’anima e levarvi tanta polvere che ve la sporca. Se la verità è amara e vi dispiace, pensate che è colpa vostra se vi viene detta. Non bisognava meritarla questa verità. Era meglio. Ma poiché l’avete meritata non abbiate lievito per il mio portavoce che con lacrime ve la dice. Ché se io l’ho eletto a fare ciò, è perché l’amo e vedo nel suo spirito una dimora in cui sono sempre ricevuto con rispetto di suddito e Re e con semplicità di bambino verso il padre.
   Io l’ho detto: "Chi mi ama fa le stesse opere che faccio io".
Perché Io vivo nei miei amatori, vittime che si annichilano nell’amore fino a morirne, e opero in essi le meraviglie del mio potere


   Subito dopo a me.

   Dice Gesù:
   «Io t’ho presa come un piccolo fanciullo e ti ho posta in mezzo a loro perché è ai fanciulli che Dio parla di preferenza. Fanciulli d’anni o fanciulli di spirito, perché vi è in loro semplicità e purezza per accogliere le rivelazioni di Dio.
   Ma quel giorno in cui tu volessi divenire "grande" e pari a loro, io cesserei di1 tenerti per mano e di istruirti. Gli adulti non hanno bisogno d’essere condotti, a meno che non siano dei ciechi, né istruiti poiché "sanno" e se ne vantano.
   Che sanno? Dice il Prediletto che amo e che ti ama come tu lo ami, sua piccola sorella, che se si scrivessero tutti i prodigi fatti dal Cristo la terra non basterebbe a contenere i volumi. Se l’iperbole è forte, non è men vero che, se da quando venni al mondo ad ora e da ora alla fine del mondo si avessero a scrivere i prodigi che compio, come stelle nel cielo sarebbero numerosi i volumi, ed è anche vero che ciò che sanno coloro che si credono di tutto sapere è un pugno di rena rispetto alla rena della riva.
   Le luci di Dio sono inesauste e inesauribili e non ve ne è una di inutile o di non esatta. Perciò coloro che "sanno" sono dei semi-analfabeti, ai quali non posso esser Maestro, perché nella loro stolta superbia credono di non avere bisogno di maestro e si permettono di sindacare l’opera di Dio che prende un fanciullo per istruire i sapienti.
   Se ti dànno noia con le loro farisaiche critiche e rampogne, rispondi la mia risposta: "Non sapete che io devo fare gli interessi del Padre mio?" e non ti sgomentare.
Prima eri nelle mie braccia. Ora ti tengono2 anche il Padre e la Madre. Sei più sicura di un pargolo sul seno della madre e di un uccellino sotto l’ala materna. Ma resta "piccola". Avrai sempre il nostro latte per tuo nutrimento.
   E i ciechi di buona volontà, mettendo la loro mano nella tua manina, che non avvilisce perché l’aiuto di un bambino non mortifica mai, potranno avere la guida nella via della Vita.
Va’ in pace, riposa. Ti benedico.»

   
   Ho scritto questo primo brano dalle ore 1 antimeridiana alle due. Poi mi ero coricata per riposare. Ma dopo pochi minuti Gesù ha ripreso a parlare. Le confesso3 che nicchiavo a tornare fuori delle coperte ora che cominciavo a scaldarmi. Ma l’insistenza fu tale che mi decisi e, gelandomi di nuovo, ho scritto il secondo dettato, tutto per me.
   Adesso sono le 10 di mattina e aprendo il giornale vedo il decreto circa gli ebrei. Non le pare che abbia attinenza4 con la facciata 6a e 7a del dettato del 2? (Ho fatto un segno rosso nel brano che mi pare sia in risposta divina a questo decreto umano)5.
   Avrà notato che ieri io ero felice... [ll06] La voce di Maria mi cantava in cuore e mi riempiva di beatitudine. Avrei voluto dirgliela subito questa mia gioia. Ma non potevo. Credo però che guardandomi lei deve avere capito che ero immersa in un gaudio nuovo.
   Veramente il Signore è troppo buono con me!

 

   Dice Maria:
   «Non ti devi accasciare troppo pensando a quando poco mi amavi. Non sei la sola. Ma io sono la Mamma e capisco e perdono. Sono le lacune degli ancora imperfetti. Non amo di meno perché poco sono amata. Mi basta che almeno amiate il Figlio mio, e tu lo amavi molto quando ancora non mi amavi che poco.
   Nella vita mia di Madre di Dio ti faccio osservare un fatto che sfugge a molti e che è un indice sicuro anche dei rapporti avvenire fra me ed i redenti dal mio Gesù.
   Quando i pastori vennero alla grotta, non ebbero occhi ed espressioni di amore altro che per il mio Bambino. Io e Giuseppe eravamo per loro figure secondarie. Ai piedi della povera lettiera dove Egli dormiva, quando non mi dormiva in grembo, deposero i loro doni e le loro tenerezze. Né io me ne dolevo che a me non fosse data lode come alla pianta che aveva dato al mondo il Fiore del Cielo. Mi bastava che amassero la mia Creatura e la amassero tanto. Sarebbero stati in tanti ad odiarlo poi!
   Fra i presenti al rito sempre nuovo di una presentazione al Tempio, nessuno ebbe un pensiero per me. Guardavano il mio Tesoro e lo lodavano per la sua bellezza sovrumana. Ma alla sua Mamma non davano lode altro che umana. Soli i santi mi conobbero per quello che ero e Elisabetta, Simeone ed Anna videro in me la Madre del Salvatore, dandomi con questo loro riconoscimento la più sublime lode. I primi erano dei "buoni", questi tre dei "santi".
   Lo Spirito Santo opera nel cuore dei santi e dà loro luci di conoscimento soprannaturale. Lo Spirito Santo illumina i cuori dei santi per fare loro vedere me. Vedere me nella luce di Dio vuol dire amarmi in verità. il Figlio mio santissimo opera di suo per attirarvi al suo amore. Io vi amo e attendo pregando per voi.
   Sono la Vergine dell’attesa. Dai più teneri anni ho atteso l’Aspettato delle genti. Sono la Corredentrice che attende l’ora di morire ai piedi della Croce per darvi la Vita. Sono la Madre che attende il vostro vero amore, non il culto superficiale che si limita a molte parole. Pregare non vuol dire: dire molte preghiere. Vuol dire amare. Vuol dire far parlare il proprio cuore.
   Io sono la Silenziosa. Eva nuova, vi insegno il silenzio. Dal parlare entrò in Eva la Seduzione. Dal mio tacere entrò nel mondo la Redenzione. Imparate da me la virtù del silenzio, perché nel silenzio esteriore parla il cuore a Dio e Dio al cuore. il mio silenzio non era silenzio inerte di anima morta. Era anzi operare attivissimo nello spirituale.
   Quando il mio Bambino mi fu nelle braccia, io, per Lui che non sapeva parlare perché era nulla più che un piccolino che sapeva unicamente vagire - il mio Figlio Dio, la Voce del Padre, la Parola del Padre essendosi, per amore, annichilito ad un infante vagente con voce d’agnellino - io per Lui ho detto l’offerta al Padre. il primo "Pater noster" l’ho detto io nella fredda grotta di Betlemme tenendo alzato fra le braccia il mio Agnello venuto al mondo per essere ucciso e per dar vita agli uccisi nell’anima. il "Fiat voluntas tua" l’ho detto, piangendo, io per la prima. E sai cosa vuol dire per la Mamma dire all’Eterno quelle parole?
   Ora, quando io vedo che per amore del mio Figlio una creatura compie la Volontà divina, che è soprattutto volontà d’amore, annullo il suo debito verso di me e aumento il mio amore per lei. Gesù poi me la porta. Lascio al mio Gesù la cura di farmi amare. Dove è Lui è anche lo Spirito di Dio. E dove è lo Spirito è Scienza e Luce. È quindi inevitabile che diveniate istruiti anche nell’amore per me.
   Quando poi giungete ad amarmi, in verità, allora io vengo. E la mia venuta è sempre gioia e salvezza.»

 

   di è nostra correzione da da 

   2 tengono è nostra correzione da tiene 

   3 Si rivolge al Padre Migliorini.

   4 attinenza è aggiunto da noi.

   5 Sul quaderno autografo non troviamo alcun «segno rosso», che perciò la scrittrice potrebbe aver fatto su una delle copie dattiloscritte. Le facciate 6a e 7a del dettato, invece, corrispondono bene alle pagine autografe l098 e l099.