MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

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QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 195


4 dicembre 1943

   Zaccaria cap. 6° v. 12-15 (Subito dopo il sopore, ore 23 e 30). 

   Dice Gesù:
   «Quando nel cielo sereno si alza il sole al mattino esso sorge dal lato di oriente. È da oriente che la luce a voi viene e sempre più si avanza e cresce sino ad empire il cielo di raggi e la terra di tepore e festa.
   Cosa c’è di più bello e grande del sorgere del sole ad ogni nuovo mattino? Esso vi parla del Supremo Ordinatore di tutte le cose, la cui potenza infinita regola il corso degli astri con pensiero di amore per voi, suoi figli, e al quale gli astri ubbidiscono, questi smisurati giganti dell’Universo, mentre voi, impercettibile polvere sparsa su un pianeta, non dei più grandi, rotante per le vie sconfinate del firmamento, non riputate doveroso ubbidire per rispetto e gratitudine verso chi vi ama ed è un Dio.
   Pagina che ogni mattina potete rileggere, sol che lo vogliate, con gli occhi dell’anima, la luce che torna basterebbe a farvi meditare per tutte le ore del nuovo giorno sulla Presenza, la Potenza, la Bontà di Dio, e richiamarvi alla mente Me: Luce del mondo, Sole eterno, Oriente santo.
   L’appellativo di "Oriente" datomi dagli antichi d’Israele non è errato. Bello come l’apparire dell’astro del mattino è il mio apparire al mondo, e per esso mondo, come Sole, io ho portato la Luce iniziando la giornata di Dio oscurata al suo formarsi dalla colpa prima, giornata che avrà il suo fulgido tramonto nel momento finale per risorgere poi eterna con tutti i suoi eletti nel Regno di Dio.
   Io sono l’Oriente di Dio, quello che lo annuncia alle genti: generato da Lui vengo sotto di Lui, né, come il sole, conosco tramonto. Sto fisso, eterno nella mia Divinità intorno alla quale i popoli roteano come astri che da Me traggono vita e luce, e non io ma voi conoscete le oscurità delle tenebre, perché in voi, non in Me, tramonta la luce, perché voi dalla Luce vi scostate frapponendo fra Essa e voi le barriere e le lontananze di una volontà non consona a Dio o di colpe commesse contro la legge di Dio.
   Venuto ad annunciare il Padre, Signore eterno, e a testimoniarne la Santissima Esistenza, ho costruito il nuovo tempio al Signore.
   Ma non il tempio materiale di pietre e calcina che i secoli e gli uomini possono rovinare nei loro assalti di tempo o di guerre. Bensì il Tempio la cui Pietra Io sono: la mia Chiesa che non morrà neppure col morire della Terra e, come nuvola d’incenso e fragranza di fiore, salirà nel luogo di Dio, libera ormai come donna affrancata da tutti i servaggi per congiungersi al suo Fondatore in nozze eterne i cui testimoni saranno i suoi santi. Bensì il tempio non collettivo ma singolo - e per essere singolo non è meno santo ed eterno del Tempio della Chiesa mia - del vostro spirito che Io ho riedificato dopo che Satana l’aveva minato con la colpa, rigenerandovi alla Grazia, inondandovi del mio Sangue, istruendovi della mia Parola.
   Questa è la mia gloria. Aver restituito a Dio i templi vivi delle vostre anime riconsacrate, e di questa gloria il Padre santo me ne riveste dandomi potere di Giudice su tutte le creature che a prezzo di sacrificio senza misura ho fatte mie.
   Io sono il vostro secondo Creatore poiché ho ripreso i creati del Padre, fatti cadaveri dalla colpa, e ad essi ho infuso la vita non con un soffio dell’alito di Dio come in Adamo - creta modellata che solo l’alito da Dio infuso rese carne ed anima - ma con il mio morire. Mi sono spogliato della vita per darvi la Vita. Mi sono spogliato della veste di Dio per cingere veste d’uomo, e anche questa l’ho persa per voi dopo aver conosciuto tutto l’orrore della vita: dolori, fame, tradimenti, torture, fatiche, agonie, morte.
     Oh! redenzione dell’uomo, riparazione e omaggio fatto al mio Santissimo Padre, quanto mi costi!
   Consacratore, costruttore e vittima, io ho il diritto d’essere Sacerdote supremo. Né il Padre questo diritto me lo nega, ma anzi lo proclama per la sua Giustizia e Carità, poiché io col Padre mio sono in intesa di pace infinita, poiché Egli m’è Padre ed io gli son Figlio, e poiché io gli sono l’Ubbidiente e l’Amoroso che l’Amore trasporta ad ubbidire per dare gioia e gloria al Padre santo.
   Dal momento in cui - "Oriente" del mondo - sono venuto a portare la Luce alle Tenebre, vi ho chiamati con la forza della Carità e della Parola. E sino dai più lontani paesi siete venuti a Me poiché io non sono un dio falso e crudele, ma il Dio vero e misericordioso che opera i miracoli dell’amore per condurre sotto il suo segno le pecore smarrite fuor del suo ovile.
  E perché vi amo di un amore per voi incomprensibile tanto è perfetto, non solo vi salvo, mettendovi nelle mie schiere, ma vi faccio miei collaboratori nell’edificare il Tempio che non conoscerà distruzione e nel quale la Gloria Trina riposerà, e voi tutti la conoscerete quale Essa è, assurti alla Vita perfetta e fatti capaci di conoscere Dio.
   Io, Verità del Padre, ve lo giuro. A coloro che ascolteranno Me: Voce del Signore, sarà serbata la sorte di gioia infinita di conoscere iddio.»