MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 61


16 luglio, sera.

Dice Gesù: 
   «A chi verrà a Me, sorgente di vita, Io darò la vita eterna. Sarò in lui come uno1 zampillo che non muore in eterno e che col suo essere lava e feconda. Ma a coloro che sanno venire a Me con vero e generoso amore, Io non darò solo la vita eterna, né sarò soltanto fonte di vita eterna. Ma sarò sorgente di perpetua dolcezza.
   Il vero, generoso amore, lo possiedono quelli che non si curano altro che dei miei interessi e che non staccano il loro sguardo spirituale da Me. Questi mi possederanno non soltanto come Datore di salvezza, ma come oceano di beatitudine.
   Io mi affliggo che il mondo non sappia amare e darsi a questo amore che lo farebbe beato, perché so quanto perde il mondo non conoscendo l’amore. Esso l’amore perfetto del vostro Uno e Trino Iddio, sta, non inoperoso poiché l’amore di Dio è sempre attivo, ma dispregiato dal mondo.
   Come poveri dementi che non sanno distinguere le cose, gli uomini non vedono questo Tesoro che è lì per loro, che attende d’essere effuso su loro, questo Tesoro che giace inerte poiché loro non lo vogliono e, se si potessero2 applicare alla perfezione di Dio effetti e reazioni umane, dovrei dire: e che opprime il nostro Cuore col suo peso che aumenta d’ora in ora. Ti spiegherò come3.
   Ma la nostra Perfetta Trinità esula dalle forme umane. Solo Io, l’Uomo-Dio, ho un Cuore simile al vostro: un cuore di uomo perfezionato, dalla mia Natura divina, ad essere Cuore di Uomo-Dio. E questo Cuore è dilatato fino all’ambascia dall’amore che lo riempie e a cui il mondo non attinge.
   Ecco allora che il mio amore di Uomo-Dio si riversa come oceano di gioia e sorgente di dolcezza nei cuori che mi sanno amare non per un interesse troppo intriso di umano, ma per un amor vero in cui ogni palpito ha uno scopo: fare il mio interesse.
   Disposàti all’interesse del loro Gesù, ossia alla sua gloria che è, in fondo, la gloria vostra - poiché la gloria di Dio si innimba della gloria delle anime ascese alla gloria - essi è giusto che gustino, sino dalla terra, il sapore del loro Dio. Ed Io effondo le mie onde di dolcezza su di essi, con tutto l’amore del mio Cuore.
   Vieni. Ogni amarezza si annulla per colei che beve alla fonte del mio Amore.»

 

   uno è nostra correzione da un 

   2 potessero è nostra correzione da potesse 

   3 Nel dettato del 18 luglio, pag. 172.