MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 99


23 agosto 1943, ore 7 antimeridiane

   Al Padre1 e a me. 
   
   Dice Gesù:
   «Ripeto a te a al Padre parole che ho dette 20 secoli fa e che sono sempre nuove e ora particolarmente adatte al vostro caso: "Se osserverete i miei comandamenti, persevererete nell’amor mio... Vi ho detto queste cose affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa. Voi siete miei amici se fate ciò che vi comando. Non vi chiamo più servi ma amici, perché vi ho fatto conoscere quello che ho udito dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto Me, ma sono Io che ho scelto voi e vi ho destinati ad andare a portare frutti duraturi. Amatevi scambievolmente e amatemi sempre più. Il mondo vi odia perché Io vi ho scelto. Il mondo non ama che se stesso e le proprie opere e odia ciò che è sotto il mio Nome. Eppure Io ho fatto e faccio al mondo opere che nessun altro ha fatto. Perciò non hanno scusante coloro che mi odiano. Ma ciò deve avvenire perché è detto: 'Mi odiasti senza ragione'. Non hanno scusante neppure al loro ostinarsi nel male, perché se Io non fossi venuto come Maestro sarebbero scusati, ma Io sono venuto e vengo e non mi si vuole ascoltare. Perciò non hanno attenuante alcuna".
   Io vi comando, con comando d’amore perché siete i miei amici, di non far sperdere queste mie parole. Usatele per voi e per molte altre anime. Non sono dette senza ragione. Ve le ho dette per vostra gioia, o amici miei, coi quali mi è dolce dire i pensieri più segreti e chiedere aiuto per essere amato da chi non sa più amare e che perisce senza sapere neppure che sta perendo.
   Voglio che voi siate nella gioia. Ma gioia soprannaturale, perché per il mio amore sarete odiati dal mondo al quale Io sono odioso. Pene e dolore dà il mondo a chi mi ama. Ma non importa. Io vi dico: perseverate nel mio amore. Io sarò la vostra ricompensa.
   Andate a spargere la Parola. Andateci con discernimento e cura. Applicatela non a tutti ugualmente. Lo Spirito di Luce, di cui ieri si parlava nella Messa, vi aiuti nella scelta dei brani da rendere noti e da tenere per ora ignoti. È mio consiglio che facciate una scelta delle parole dette. Vi sono brani che per ora devono restare un dolce colloquio fra di noi. Altri che vanno resi noti solo a persone che, o per la loro veste o per la loro anima, sono già in grado di essere ammessi a certe conoscenze. Altri brani possono essere detti e diffusi fra le anime.
   Sante tutte le mie parole, ma non sante le folle. Occorre perciò che voi siate prudenti come serpi per evitare le spire insidiose del gran serpente che è lo spirito del mondo, il quale soffoca e avvelena ciò che è buono o lo travia in modo che il bene serva di pretesto al male.
   I momenti in cui vivete, poveri amici miei, sono ancor più colmi di astio e di spirito contrario a Dio di quanto non lo fossero quando Io venni giudicato da un pugno d’uomini resi pazzi dal peccato. Perciò occorre essere vigilanti perché sarebbe còlto subito il pretesto di nuocere ai nemici, di aizzare le folle per scopi non santi, che si ammantano di una parvenza buona ma che sotto sono soltanto ribollire di passioni e ambizioni sociali.
   La mia Parola di Verità non deve servire alla menzogna. La mia Parola di Misericordia non deve servire alle vendette, Attenzione, dunque.
   Il Padre più di te deve sapere come regolarsi. Preghi, pregate. Lo Spirito Santo vi aiuterà. Ricordate sempre che avete fra le mani medicine atte a curare le anime e che le anime sono ridotte molto male dallo scempio che hanno fatto di esse le passioni e i peccati. Sono dilaniate dalle interne esplosioni del Male e dissanguate dai colpi che l’esterno dà loro. Sono tutta una piaga e sono esauste. Come medici dovete avere tocco leggero e pazienza somma per trattare queste povere piagate e trasfondere in esse la Vita.
   Io non posso fare a meno di dire ciò che dico, e voi non potete fare a meno di ricevere ciò che vi dico. Ma ciò non toglie che ci vuole buon senso nell’usare del dono mio. Regolatevi come per Suor Benigna2.    Non una aperta e risuonante diffusione ma un lento effondere sempre più vasto, e che sia senza nome. Ciò per tutela del tuo spirito che la superbia potrebbe turbare e della tua persona che non ha bisogno di altre agitazioni. Quando la tua mano sarà ferma nella  pace in attesa di risorgere nella gloria, allora, solo allora verrà fatto il tuo nome.
   Essere perseguitati per amor mio è una gloria. Ma ho così pochi amici e così rari portavoce che non voglio siano disturbati o distrutti dall’odio del mondo. Ho compassione delle anime e tutelo i portatori della mia Voce come e più di Me stesso.
   Non illudetevi di ottenere un gran che con le mie Parole. Cadono su anime quasi tutte morte. Ma noi dobbiamo fino all’ultimo tentare la salvezza dei cuori. Siamo stati formati per questo, fratelli miei. Inaliamo perciò l’ossigeno vero alle anime che soccombono all’asfissia del mondo, del senso, del denaro. Noi compiamo la nostra opera. Se loro restano massi senza vita, peggio per loro.
   Ti ho parlato con parole di 20 secoli or3 sono, perché sono sempre recenti e sempre dolci come allora perché Io sono eterno e fedele e voi, che vi succedete nei secoli, siete sempre i miei apostoli dell’ora presente, i miei amici, gli esecutori della Volontà del Padre e dei desideri miei.
   Vi do la mia Pace, o miei benedetti!»

 

   1 Padre Migliorini.

   2 Suor Benigna Consolata Ferrero (1885-1916).

   3 or è aggiunto da noi.