MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

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QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 48


4 luglio 1943, sera

   Sentendomi nello stato attuale, ho avuto la tentazione di addolcire un poco le mortificazioni abituali e che ho ripreso con rigore da qualche mese, perché ho sentito che Gesù le desiderava.
   Ma il mio Gesù mi risponde: «No. Persevera. Il mondo è coperto da un mare di colpe e ci vogliono oceani di penitenza per lavarle. Foste in molti ad espiare, potrei dire: rallenta. Ma siete troppo pochi e la necessità è tanta. Per quello che potete fare, poco sarebbe riparato. C’è una enorme sproporzione fra il peccato e l’espiazione. Ma Io non guardo a quanto potete fare; guardo e giudico che fate tutto quello che potete.
   Tutto. Voglio il tutto per riparare l’infinito. Il tutto dei miei imitatori: amanti e vittime, per riparare l’infinito dei peccatori.
   Persevera. Non morrai per questo. Ma anzi la Pace e la Luce entreranno1 sempre più in te. Ricorda inoltre che quando hai, per prudenza umana, rallentato la penitenza, si è insinuata la tentazione e ti ha piegata. Allora l’ho permesso. Ora no.
   E ne puoi capire le ragioni.
   Aiutami a vincere Satana nei cuori. Certi demoni si vincono con la preghiera e la sofferenza, ricòrdalo. Pietà, ti chiedo pietà per i peccatori e per Me. Sono i tuoi fratelli e non mi sanno amare. La tua penitenza deve accendere il fuoco nei cuori spenti. Sono il tuo Fratello e sono flagellato dai peccatori. Se mi vedessi umanamente flagellato, tu, che non puoi vedere frustare un animale, non ti lanceresti a difesa del tuo Gesù?
   Ricorda: ogni peccato, ogni bestemmia, ogni maledizione a Dio, ogni perdita di fede, ogni tradimento è per Me un colpo di flagello.Doppiamente doloroso perché Io, ora, non sono più il Gesù sconosciuto di venti secoli fa, ma sono il Gesù conosciuto. Il mondo sa quello che fa, ora, e mi colpisce lo stesso.
Ricorda: non ti appartieni più. Sei la vittima. Dunque, per amore e per esser fedele al tuo ministero, non rallentare. Ogni penitenza è una ferita di meno al tuo Dio, la prendi tu per Me. Ogni penitenza è una luce che si accende in un cuore. Ti leverò Io di mano la penitenza quando giudicherò che basta il soffrire e ti metterò in mano la palma. Io solo. Sono il tuo Signore.
   Pensa quante volte fui stanco di soffrire eppure soffrii, per te... perché ti amavo...»


   Dice ancora Gesù:
   «Certi momenti di stanchezza, di timore, non devono impressionare. Sono collegati alla natura umana intorno alla quale sempre si aggira il Nemico.
   Satana è un divoratore insaziabile e la sua fame cresce più la sua preda è vasta. Come la fame, cresce il livore contro il Cristo ed i cristiani. I veri cristiani. Perciò non lascia nulla di intentato. E quando non può assalire di fronte come leone furente, si insinua strisciando. È sempre il Serpente che cerca di avvolgere senza farsi sentire, pronto a stritolare quando ha avvolto. Perciò tenta, non potendo altro, con la stanchezza e il timore.
   È l’arma che ha provato anche con Me. Non vi è riuscito, ma sai quante volte l’ha usata? La più sottile e stringente insidia fu nel Getsemani. Mi ha oppresso prospettandomi quello che avevo da soffrire e quanto pochi ne avrebbero fruito.
   Ho sofferto quel martirio dello spirito pensando alle “vittime” dei secoli avvenire che l’avrebbero provato, per opera di Satana. Ho sofferto pensando a te.
   Ma non temere. Il mio martirio d’allora ha riscattato le debolezze vostre, e se voi non cedete al Nemico, la vostra debolezza, data da timore, da solo timore, non ha conseguenze. Satana può darvi un brivido di timore. Ma nulla di più, perché Io sono presso i miei amici e imitatori. La possessione assoluta è quando l’anima si mette sotto al giogo satanico col peccato. Altrimenti è solo vendetta, turba la superficie senza agitare il profondo dove Io regno.
   È una sofferenza più o meno atroce. La tua di oggi è stato un lieve sibilo e basta. Sei troppo in Me perché possa altro il demonio. Tempo fa, per anni, t’ha tormentata fortemente, e non sempre t’ha trovata forte al punto da farlo tremare.
   Ma il passato non conta. Io ti dico: persevera, il passato è morto. Anche quella prova era utile. Ora è superata. Resta ora nel solco di Dio dove t’ho messa e non temere.
   Io te lo dico: non temere. E ti dico: supera le stanchezze della carne, le paure della carne insidiata da Satana, con l’ardimento dello spirito. Se soffrissi2 sola, creatura mortale, non potresti durare. Ma Io sono con te. Ma tu soffri per Me. Credi ciò con fede e ogni ardimento ti sarà facile, perché lo spirito è più forte della materia ed è fortissimo quando è congiunto al suo Dio con nodo di carità

   Spiego io perché lei3 non creda che c’è stato qualcosa di grave. No. Niente di grave. Soltanto, davanti al gran soffrire, che mi strappa dei gridi involontari, avevo avuto un pensiero - certo suscitato dal Nemico, come dice Gesù - di addolcire un poco le mie mortificazioni. Poche cose in realtà, ma non posso fare di più. Ma ho avuto una pronta risposta, come lei vede. Perciò, finché potrò, andrò avanti. Del resto, se considero il valore che ho messo a quelle quisquilie, e che è ratificato dal buon Dio già in molte cose - e spero lo sarà anche per altre - sono tratta a concludere che merita realmente resistere finché potrò. Ossia fino all’estremo.
   E poi... Se la carne è stanca di sofferenza e chiede pietà, l’anima è talmente in pace e gioia!... Non posso uscire dalla felicità soprannaturale che mi è rimasta dopo aver avuto la vista mentale della Ss. Trinità4. Sono sotto a quel sole... come un fiore. E guardo il mio Sole, che splende al centro dei tre cerchi sublimi, il Sole dell’Unità di Dio, la cui luce di pace infinita e d’infinita Bellezza mi infonde dei sensi nuovi.    Per meritare questo, che è il soffrire? È perfetto godere.

 

   entreranno è nostra correzione da entrerà 

   2 soffrissi è nostra correzione da soffristi 

   3 Padre Mígliorini.

   4 Nello scritto del 1° luglio, pag. 76.