MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 60


16 luglio 1943

   Dice Gesù:
   «Lo senti come fanno1 male la ingratitudine e il disamore? Oh! nessuna tortura fisica è pari a
queste! E pensa che2 per te sono poche persone ma per Me furono e sono moltitudini. Dare affetto e ricevere indifferenza e astio, dare opere e vedersele respinte, supera in potenza i colpi dei flagelli e il penetrare delle spine. Queste sono cose che colpiscono solo la carne, ma indifferenza, ingratitudine, astio, colpiscono l’anima, scrollano lo spirito. È perché so, che ti sto così vicino e ti conforto della mia Presenza. Non voglio che il tuo spirito rimanga turbato. L’urto lo riceve. È inevitabile. Ma la mia Presenza rimette subito l’equilibrio.
   Non guardare le creature: guarda Me. Non pensare alle creature altro che per provvedere alla loro poverissima anima. Pensa a Me. Non amare le creature per la loro persona: ama in loro Me. Così troverai in loro ciò che merita d’essere amato.
   Maria: è l’ora delle tenebre. Le cose si compiono come in sogno te le ho mostrate3. Non è arrivato fin troppo presto il momento della sicura conoscenza? Prega con tutta te stessa, perché il momento è tremendo per se stesso e per le conseguenze.
   Se le persone sapessero riflettere, si sforzerebbero ad essere buone per piegare la Bontà in loro favore. Invece è sempre la stessa parola che devo dire: l’egoismo le domina. Perciò preghiere, sacramenti e sacramentali, resi impuri dall’egoismo non hanno potere contro Lucifero che sconvolge il mondo.» 


   fanno è nostra correzione da fa

   2 Segue un se che omettiamo.

   3 Probabile allusione al sogno riferito nella "Autobiografia", pag. 323.