MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 77


2 agosto 1943

 1Dice Gesù:
 «Stai sicura. Chi ha Me ha tutto. Non hai più fame e non hai più sete, secondo la mia promessa, perché credi in Me. Non parlo della fame e della sete del povero corpo. Parlo della fame e della sete del vostro cuore, della vostra anima, del vostro spirito. Solo il pensiero che mi hai vicino ti consola, ti sostiene, ti nutre tutta.
   No, che non mi stanco di stare vicino a te. Gesù non si stanca mai di stare vicino ai suoi poveri figli che senza di Lui sono tanto infelici.Guarda se mi stanco mai di stare nelle chiese ad attendervi, chiuso in poco pane per assumere una forma visibile alla vostra pesantezza materiale.
   Come il più dolce tesoro che Io abbia, sono le anime che il Padre mio mi ha date. Puoi tu dubitare che Io non tratti con amoroso rispetto quanto mi è stato dato dal Padre mio?
   Sono disceso dal Cielo, dove ero beato nella divinità eccelsa della mia Essenza per compiere questo desiderio del Padre di salvare il genere umano da Lui creato. Circoscritto, Io l’Infinito, in poca carne; avvilito, Io il Potente, in veste d’uomo oscuro; povero, Io il Padrone dell’Universo, in un paesello qualsiasi; accusato, Io il senza Macchia, il Purissimo, di tutte le colpe morali e spirituali come ribelle all’autorità umana, sovvertitore di popoli, violatore della legge divina bestemmiatore di Dio; tutto ho subìto, tutto ho compiuto per rendere realtà il desiderio del Padre.
   No, non mi stanco d’essere con te. Ti aspetto. Quando sarà la tua ora, salirai con Me alla vita eterna, perché a chi crede in Me essa è serbata. Ti ho già detto2 come colui che crede, realmente crede, si salva. Poiché la Fede porta seco le altre virtù e fa praticare le virtù e la Legge.»

   
   Sempre il 2 agosto.

 
  3Dice Gesù:
  «Di’ al Padre4, che chiede un segno per persuadere i confratelli a certe verità che non si possono negare, che gli do la stessa risposta data al ricco Epulone: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non ascolteranno neppure un morto risuscitato".
   Se non ascoltano la voce della loro coscienza ispirata da Me, che grida i suoi avvertimenti inoppugnabili5 e veritieri, se soffocano sotto l’incredulità anche quel resto di sensibilità che permane in loro, come vuoi che facciano a sentire altre cose? Se non chinano la fronte davanti alla realtà che li colpisce e non ricordano non capiscono, non ammettono nulla, come vuoi che credano a un segno?
   Negano anche Me, anche se dicono di non negarmi; loro sono i "dotti" ed hanno soffocato la bella, santa, semplice, pura capacità di credere, sotto le pietre e i mattoni della loro scienza, troppo imbevuta di terra per potere capire ciò che non è terra.
   Ah! Maria! Quanto dolore ha il tuo Gesù! Vedo morire quello che Io ho seminato a costo del mio morire.
Ma neanche se Io apparissi mi crederebbero. Metterebbero in moto tutti gli arnesi della scienza per pesare, elencare, analizzare la meraviglia della mia apparizione, sciorinerebbero tutti i ragionamenti della loro cultura, disturbando profeti e santi per citare, a rovescio e nel modo che più torna loro comodo, le ragioni per cui Io, Re e Signore del Creato, non posso apparire. Anche ora, come venti secoli or sono, dei semplici, dei bimbi mi seguirebbero e crederebbero in Me. I semplici, perché hanno lo stesso cuore, vergine di razionalismo e di diffidenza e di superbia della mente, dei pargoli. No. Non troverei nella mia Chiesa i capaci di credere. Ossia, nel grande esercito dei miei ministri troverei qualche anima che ha saputo conservare la verginità più alta: "quella dello spirito".
   O santa verginità dello spirito! Come sei preziosa, cara, diletta al mio Cuore che ti benedice e predilige! O santa verginità dello spirito che conservi candore di Battesimo alle anime che ti possiedono, che conservi ardore di Confermazione alle anime che ti conservano, che mantieni nutrimento di Comunione alle anime che ti si abbandonano, che sei Matrimonio dell’anima col suo Gesù Maestro e Amico, che sei Sacerdozio che consacri alla Verità, che sei Olio che mondi nell’ora estrema per preparare all’ingresso nella dimora che vi ho preparato! Santa verginità dello spirito che sei luce per vedere, suono per intendere, come pochi ti sanno conservare!
   Vedi, anima mia. Poche sono le cose che Io condanno severamente come questa del razionalismo che svergina e sconsacra e uccide la Fede, dico Fede colla maiuscola per dire Fede vera, assoluta, regale. Io lo condanno come mio sicario. È desso che uccide Me nei cuori e che ha preparato e prepara tempi ben tristi alla Chiesa e al mondo.
   Ho maledetto altre cose. Ma nessuna maledirò come questa. È stato il seme da cui sono venute altre, altre, altre venefiche dottrine. È stato il perfido che apre le porte al nemico. Ha infatti aperto le porte a Satana che mai, come da quando il razionalismo regna, ha regnato tanto.
   Ma è detto: "Quando il Figlio dell’uomo verrà non troverà fede nei cuori".
   Perciò il razionalismo fa la sua opera. Io farò la mia.
  Beati coloro che, come chiudono la porta al peccato e alle passioni, sanno chiudere le porte del tempio segreto in faccia alla scienza che nega, e vivono, soli col Solo che è Tutto, sino all’ultimo.
In verità ti dico che stringerò al cuore il disgraziato che ha commesso un delitto umano, e se ne è pentito, purché abbia sempre ammesso che Io posso tutto, ma avrò volto di Giudice per coloro che, in base ad una dottrinaria scienza umana, negano il soprannaturale nelle manifestazioni che il Padre vorrebbe che Io dessi6.
   Un sordo nato non può udire, vero? Uno che abbia i timpani rotti per infortunio non può sentire, vero? Solo Io potrei ridare loro l’udito col tocco delle mie mani.
   Ma come posso dare udito ad uno spirito sordo se questo spirito non si lascia toccare da Me?
Riguardo alle domande del Padre sull’antagonista ultimo, lasciamo l’Orrore avvolto nell’ombra del mistero. Nulla vi serve conoscere certe cose.Siate buoni e basta. La vostra bontà datela, con anticipo sul momento, per lo scopo di abbreviare la durata del regno mostruoso sulla razza di Adamo.
Riguardo al tempo... 1000,... 2000,... 3000, sono forme per dare un riferimento alla vostra mentalità circoscritta. Così crudele la bestiale sovranità del figlio del Nemico - "figlio non da voler carnale" ma da volere d’anima che ha raggiunto il vertice e il profondo della immedesimazione con Satana - che ogni minuto sarà giorno, che ogni giorno sarà anno, che ogni anno sarà secolo per i viventi di quell’ora.    Ma rispetto a Dio ogni secolo è millesimo di secondo, poiché l’eternità è un essere di tempo la cui estensione non ha limite. Così smisurato quell’orrore che il buio della più buia notte sarà luce di sole meridiano al confronto, per i figli degli uomini immersi in esso.
   Il suo nome potrebbe essere "Negazione". Poiché negherà Iddio, negherà la Vita, negherà tutto. Tutto, tutto, tutto.
   Credete d’esserci? Oh! poverini! Come murmure lontano di tuono è quello che vivete. Allora sarà scroscio di fulmine sopra il capo.
   Siate buoni. La mia Misericordia è su voi.» 


   Alla sera dello stesso 2 agosto riappare il Gesù doloroso nella veste di sangue, Colui che ha pigiato Se stesso per divenire liquore di vita per noi. È tristissimo. Non mi dice che due parole: "Soffro tanto!". Ma me le dice proprio muovendo le labbra. Non è come le altre volte che lo vedo triste o sorridente ma sempre a bocca chiusa, anche se la sua parola colpisce il mio spirito. Ora muove proprio le labbra e dice: "Soffro tanto!" e l’accento è così triste, così accasciato, che mi colpisce come una spada.
   Di che soffre, specialmente, questa sera il mio Gesù? Chi lo ha colpito, facendolo sanguinare e piangere? Che cosa posso fargli per farlo sorridere?
   Capisco che una colpa grave, non so da parte di chi e dove, è stata compiuta questa sera. E non capisco altro.
   Oggi ho potuto pregare poco, presa dai doveri dell’ospitalità. Ma la carità verso i pellegrini è sempre preghiera, vero? Perciò non penso che soffra per me, e questo mi tiene tranquilla.
 


   1 Segue l’annotazione tra parentesi: Ricopiato sul quaderno -, scritta con inchiostro rosso da altra mano, forse del Padre Migliorini.

   2 Nei dettati del 18 luglio (pag. 147 ) e del 22 luglio (pag. 157 ).

   3 Segue un’annotazione uguale a quella della nota 1.

   4 Padre Migliorini.

   5 inoppugnabili è nostra correzione da inopugnabili 

   6 dessi è nostra correzione da dassi