MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 117


11 settembre 1943

   Dice Gesù
   «Molte anime si perdono per volere "cercare quello che è al di sopra di esse, e quello che è al
disopra delle loro forze di indagine" come dice l’Ecclesiastico: cap. 3, v. 22.
   È l’antico veleno. Sempre l’uomo ha avuto, ed ha, curiosità malsane e sacrileghe profanazioni. Vuole spingere il suo indagare in plaghe che la sapienza divina tiene avvolte nel mistero non per potere geloso ma per previdente amore. Guai se l’uomo conoscesse tutto del futuro e dei segreti dell’universo! Non avreste più pace spirituale e pace naturale. Lasciate il futuro a Dio, creatore e dispensatore del tempo e lasciate verginità a zone dell’universo il cui possesso vi darebbe armi per turbare sempre più la vostra esistenza di individui e di spiriti.
   Ho già detto1 che Io non sono contrario alle opere dell’intelligenza umana. Se lo fossi dovrei dire che sono incoerente verso Me stesso che ho dato all’uomo l’intelletto perché lo usi e non perché lo tenga inerte. Ma però, per bocca della Sapienza, vi dico: Non vogliate essere curiosi scrutatori delle opere di Dio, non cercate di andare oltre i confini che Io ho messo per separare la potenza vostra da potenze più forti della vostra, da leggi di cosmo, da segreti di forze naturali, e soprattutto da misteri d’oltre tomba le cui verità e la cui vita Io solo ho il diritto di svelarvi, perché sono il Signore di tutte le cose mentre voi siete soltanto gli ospiti di questa povera terra e non sapete cosa vi è riservato oltre la vita della terra.
   Credete nell’altra vita. Basta credere a questo. Credete che in essa vi è un premio e un castigo, frutto di una Giustizia santa, che attende di essere applicato ad ogni singolo. Questo ve l’ho fatto conoscere per vostro bene. Non occorre che sappiate oltre.
   Non turbate, con le vostre pettegole curiosità, la pace soprannaturale dell’altra vita. Anche se è verso i tormentati, ossia verso coloro che non hanno pace perché scissi da Me, il vostro penetrare porta sempre un aumento di turbamento. Perché turbare con echi della terra la serenità dei cieli? Perché aumentare il tormento dei puniti con voci che ricordano il mondo dove meritarono il castigo? Abbiate rispetto dei primi e pietà dei secondi.
   Io solo, Signore del Cielo e della Terra, arbitro supremo di tutte le cose, Potenza perfetta in tutte le cose, posso prendere tali iniziative e riallacciare contatti dell’uomo col mistero dell’oltre vita. Io solo. È allora che vi mando i miei messaggeri, e sempre per uno scopo di bene, non mai per piegarmi a stolte e profanatrici indagini umane.
   Beati coloro che credono senza avere visto, ho detto a Tommaso, e lo ridico a tutti i curiosi e gli increduli della terra. Non c’è bisogno di prove per credere alla seconda vita, che - intanto sappiatelo - non è come arzigogolate voi ma come ho detto Io: una seconda vita, una, non più e più vite. Siete uomini e non chicchi di grano che riseminati germogliano una, due, dieci, cento volte per quante sono seminati.
   Non c’è bisogno di prove. Basta la mia Parola. Ché se dite di credere ad essa e poi cercate prove soprannaturali per credere, voi mentite e mi date del mentitore. Mentite perché colla bocca dite di credere e con la mente non ci credete e cercate prove. Mi date del mentitore perché il vostro cercare prove porta in sé il pensiero, sottotaciuto ma vivissimo, che Io posso aver detto cosa non vera.
   A punizione di tali inutili, pericolose, stolte curiosità e di tali irriverenti e sacrileghi pensieri, Io permetto che nei disgraziati indagatori di ciò che non è necessario all’uomo indagare si crei con fusione mentale, turbamento di spiriti e grave ferita alla Fede nei migliori di essi, morte della Fede e dello spirito nei peggiori.
   Quali sono i migliori fra questi violatori del mistero? Sono coloro che si accostano ad esso non per fare un processo a Me, che sono improcessabile, ma per cercare Me che non sanno trovare per altre vie più sicure: umili e alte come Colui che le ha segnate: il Cristo che è venuto apposta sulla Terra per portare la dottrina sicura che vi guidasse alla seconda vita e per fondare la Chiesa, depositaria e Maestra della mia dottrina. Costoro non sanno con semplicità di bambini e umiltà di santi abbracciare i piedi della Chiesa e dire ad essa: "Ti amo, ti ubbidisco; guidami tu"Ma però cercano, con retto pensiero, Me. Perciò uso loro ancora molta misericordia.
   Quali sono i peggiori fra questi violatori del mistero? Sono coloro che si accostano ad esso per pura curiosità scientifica, per utile umano, di qualunque genere sia composto: dalla moneta vile data a prezzo delle loro scienze di magia all’utile2 diretto che può loro venire (almeno credono che possa loro venire) da guide ultraterrene. Ma non è così che si hanno le guide. Esse vengono spontanee per mio comando e non per chiamata umana. Verso costoro sarò Giudice di una severità inesorabile e li punirò per avere mancato di Fede e rispetto verso il Padrone di questa e della Vita vera e per avere mancato di rispetto ai trapassati dei quali solo Io ho il diritto di farmi emanatore di ordini capaci di3 distoglierli dalle loro estraterrene dimore.
   Beati, beati, tre volte beati quelli che credono senza bisogno di prove; beati sette volte sette beati coloro che non hanno mai dubitato per un attimo della mia parola e della mia dottrina, affidata alla Maestra mia Sposa: la Chiesa, e senza mai aver osato, e neppure desiderato di osare, una profanazione dei regni oltreterreni, sono convinti che la vita non muore su questa terra, ma cambia natura e diviene eterna: beatifica per coloro che hanno saputo vivere di Me e in Me, orrifica per coloro che ripudiando Dio hanno fornicato con Satana.
   A questi puri credenti, a questi semplici ed umili spiriti, ai quali la Fede è luce e la mia Parola vita, Io concedo ciò che nego agli indagatori: il possesso e la conoscenza della Verità d’ oltreterra.»

 

   1 Nel dettato del 22 agosto, pag. 102.

   2 all’utile è nostra correzione da a (od o) dell’utile 

   3 di è nostra correzione da da