MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 72


27 luglio 1943

 

   Dice Gesù: 
   «Molti, per trarre un ammaestramento, hanno bisogno di mille libri di meditazione. Ma no. Basta il mio Vangelo e la vita che vivete e che vi vive intorno. Guarda, Maria, l’insegnamento di questi giorni1. Cosa vedi? Una grande dimostrazione di debolezza umana. Con la stessa facilità con cui si agitavano in professioni di fede menzognera, così ora rinnegano tutto il già asserito.
   Ma il vero cristiano non deve fare così quando vi è bisogno di testimoniare la sua fede. Hai visto come ha fatto il tuo Maestro davanti a Caifa? Lo sapevo che confessare che ero il Messia, Figlio di Dio, avrebbe provocato la condanna, la più fiera condanna. Ma non ho esitato. Io, che davanti agli accusatori ho osservato la regola del silenzio, qui seppi parlare alto e chiaro, poiché tacere sarebbe stato rinnegamento sacrilego.
   Quando sono in posta le cose del cielo non si deve esitare nella maniera di agire, poiché eterno è il frutto che viene dalla nostra parola. L’uomo, essere di carne e sangue, non saprebbe esser coraggioso di fronte a certe eroiche confessioni.
   Ed è per questo che l’uomo rinnega con facilità. Ma la creatura che vive nello spirito possiede il coraggio dello spirito, poiché Io sono presso chi combatte contro il mondo e contro la propria debolezza.
   
E con Me è Maria, la Madre di tutti, l’Aiuto di tutti. È Lei che ha sorriso ai martiri per incuorarli al Cielo. È Lei che ha sorriso ai vergini per aiutarli nella vocazione angelica. È Lei che ha sorriso ai colpevoli per attirarli al pentimento. È Lei di cui ha bisogno l’uomo sempre, e specie nelle ore di più viva angoscia.   
   È sul seno della Madre che vi corroborate e trovate Me e il mio Perdono e col Perdono la forza. Perché se voi siete in Me, fruite dei doni del Cristo e non conoscete il perire.»

 

   1 Già nel dettato del 24 luglio, pag. 176.