MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1944 CAPITOLO 235


14 gennaio 1944

   Atti degli apostoli Cap. 10° v. 15°. 

   Dice Gesù
«Quel1 che Dio ha purificato, per quanto possa avere l’apparenza di essere impuro, è uno spirito il quale cerca Dio con purezza di intenti.
   Ti ho già detto2, e attraverso a te lo dico a tanti ancor meno di te evangelizzati nella mia dottrina, che non dovete mai giudicare. Dio solo è giudice. Quando dall’alto del mio trono io vedo uno spirito retto che persegue il suo anelito e cerca Dio con ogni suo mezzo, cerca di servire e di amare questo Dio con tutte le sue forze, lo giustifico e lo rendo puro e gradevole all’occhio mio come un mio figlio, e là dove gli uomini fanno difetto sopperisco io dando luci di spirito.
   Quante volte la mia Parola, o tiepidi cristiani-cattolici, non brilla e diviene luce nel cuore di uno che non vi è fratello di cattolicesimo, ma che vi supera per amore al Cristo e, anche se non conosce il Cristo, per amore al Dio vero che sente - per quanto sia a lui ignoto - essere vivente eterno nel suo Creato! in verità vi dico che lo Spirito di Dio non conosce limitazioni e si fa Maestro del Vero a molti che voi reputate essere invisi a Dio.
   Come marea che copre questo lido scoprendo il lido opposto che, troppo insabbiato, non permette al flutto di salire e mondarlo e irrorarlo di sé, lo Spirito Santo, al quale troppi di voi cattolici precludete il venire con la vostra forma di vita, effonde le sue luci ad altri più meritevoli di voi di riceverle e li purifica a Dio, poiché Egli è il Purificatore, il Preparatore e il Perfezionatore dell’opera del Verbo.
   Come nella storia umana lo Spirito, per bocca dei Profeti, preparò gli uomini alla mia venuta e, dopo il mio ritorno a Dio, perfezionò in voi la capacità di comprendere la mia Parola, così ugualmente è sempre Lui, la terza divina Persona, che mi prepara la via nei cuori che non mi hanno ancora ricevuto come Verità e che me li irriga perché la mia Verità, deposta come seme portato dal vento divino, divenga in essi albero grande sul quale tutte le virtù facciano dimora. Egli battezza prima di Me i pagani di ora (e per pagani intendo tutti i non cattolici); e volesse la vostra buona volontà che vi avesse a ribattezzare anche voi, che state divenendo o già siete tornati pagani. Battezza col fuoco dell’amore vero.
   Onde torno a dirvi: Non giudicate profano ciò che Dio ha purificato ed abbiate viscere di fraterna carità per tutti.»


   Le ubbidisco scrivendo l’avvertimento di Gesù in merito all’epigrafe di Antonia3...
   Mi disse Gesù, dopo che le avevo dato il foglietto e che lei se ne era andato via con esso: «Guarda di avvertire il Padre che hai dimenticato di mettere l’accento sull’ "è" che precede "beatitudine". E ciò cambia il senso alla frase e la rende un non senso. Ricordati di dirglielo e di farlo aggiungere questo accento.» Ecco fatto.
   Questa mattina non ho avuto nulla di speciale e fino al momento presente, ore 23, niente.

 

   Quel è corretto in Quegli da mano che non sembra della scrittrice, la quale ha però fatto la stessa correzione su una copia dattiloscritta.

   2 Nel dettato del 12 gennaio, pag. 40.

   3 Antonia Dal Bo Terruzzi, nata a Como nel 1907, morta a Viareggio il 4 gennaio 1944. Negli ultimi nove mesi della sua vita fu gravemente inferma e si offri a Dio per la salvezza dell’Italia. La sua agonia, nei tre giorni che precedettero la morte, ebbe delle manifestazioni che turbarono i parenti, ai quali giunse, per interessamento del P. Migliorini, il conforto della rassicurante epigrafe scritta da Maria Valtorta e fatta poi stampare sui ricordini: «Poi che carità la prese, se stessa offerse come fiore sull’altare, ostia per le nazionali sventure. Conobbe la notte di Cristo nel Getsemani e l’amaritudine dell’ora di nona sulla Croce. Ma ancora prima dalla [della?] resurrezione in Gesù-Vita ebbe svelato ciò che è beatitudine degli eletti, e con anticipato possesso dell’Amore esalò lo spirito santificato dal suo eroismo guardando Maria, Stella del suo eterno mattino». Vedi anche pag. ll nota 6.