MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DAL 1945 AL 1950 CAPITOLO 570


2 giugno 1946

   [Precede il capitolo 15 del LIBRO DI AZARIA]
 

   E dopo aver adorato e lodato il suo Signore, S. Azaria mi dice: «Di' a Mariano di comprendere soprannaturalmente le parole». Non di più…
   Dice la Divinità:
   «Al giglio che si immola non desiderate altra rugiada fuorché quella di un sempre più perfetto amore. Neppure l'amore del sangue vi faccia uscire dalla giustizia. Non desiderate perciò per lei altro che il più perfetto. E state lieti perché la vergine prudente1 alimenta la sua lampada col suo perfetto amore, e quando lo Sposo si affaccerà nella via ella sarà pronta ad uscirgli incontro.»
 
   Dice il Signore:
   «La pace sia con voi e il Paraclito vi battezzi col suo Fuoco perché mi siate testimoni e tutori di questo prodigio che Io vi ho concesso per amore delle vostre anime e dell'Ordine caro all'immacolato e trafitto Cuore della Madre Ss. mia, vostra e di ogni credente nel Signore Ss.
   Non mi rivolgo al mio servo Romualdo, né ad alcun altro servo in particolare e che al presente rivesta cariche che lo distinguono e lo fanno potente nell'Ordine. Parlo all'Ordine. Come nel gruppo apostolico e dei discepoli, finché Io fui fra loro, non permisi distinzioni né a Me stesso né agli altri, e dottrina e amore e rimprovero erano dati in uguale misura perché Io vedevo non Pietro o Giacomo, Giovanni o Matteo, Andrea o l'Iscariote, non Stefano o Elia, non Mattia o Abele, ma vedevo la mia Chiesa, quella Chiesa dove, se è necessaria una gerarchia, questa non è separazione e differenza ma fratellanza sempre, essendo la Chiesa l'organismo perfetto ed omogeneo dove Io, Cristo, sono Capo e voi tutti membra; così ora all'Ordine, al quale la mia Carità ha voluto dare un dono e una missione in questi tempi in cui le tenebre anticristiane salgono a far ciechi gli spiriti, e le febbri delle dottrine maledette si inoculano a uccidere mentre il gregge del quale ho misericordia languisce di fame e di gelo, così all'Ordine dei Servi della Beatissima mia Madre Io parlo.
   Le creature passano. Oggi sono. Domani non sono più. Erba che presto dissecca dopo breve stagione, si polverizzano e anche il loro nome viene dimenticato. Beate quelle che lo hanno scritto in Cielo per avere fatto la mia Volontà. Ma l'Ordine resta. E l'Ordine deve continuare ciò che la Regola o la Morte possono interrompere. E questo Io voglio. Perciò non al mio servo Alfonso2, capo dell'Ordine, e non al mio servo Romualdo, nel quale la grazia gratuitamente data dalla mia Bontà crea obblighi di ubbidienza e riconoscenza verso il Donatore per non divenire, da grazia, disgrazia; non a questi Io mi rivolgo. Ma all'Ordine. Al quale segno questa via. E la segno per la Sapienza, la Giustizia e la Carità.
   La mia Volontà, espressa in modo chiaro e costante sino dal principio del lavoro ­– e Romualdo non la ignora – è che la mia Parola sia nota, diffusa, usata da consacrati e da fedeli, mentre lo strumento deve rimanere ignoto sino a dopo la sua morte. Non sarebbe mai celebrata la penna di uno scrittore, neppure per uno di quegli stolti entusiasmi delle folle. Ma è celebrato lo scrittore. Maria è la mia penna. Nulla più. Io sono lo Scrittore. Il Pensiero è il mio. Ne posso dunque disporre come voglio. E Io voglio che il mio Pensiero, tradotto in Parola per impulso d'Amore, vada a vivificare coloro che muoiono in questa Terra dove sono tanto attive le forze del Male.
   Vi ricordo3 il dragone rosso dell'Apocalisse, il quale con la coda si traeva dietro un terzo delle stelle facendole precipitare. E vi ricordo che, dopo aver insidiato la donna – la quale, nella solitudine, nel luogo preparato da Dio per esservi nutrita per un tempo, due tempi e metà di un tempo, fu soccorsa e salvata dalla infernale fiumana dell'Odio – esso si fermò fra le arene. E vi ricordo che il dragone, furente di non poterla distruggere, andò a far guerra a quelli che restavano della progenie della Donna, a quelli che osservavano i comandamenti di Dio e ritenevano la testimonianza di G. C. E vi ricordo però che questi apparivano sedotti e turbati dalle parole e dai prodigi della Bestia e la seguirono in molti. Solo i santi fra essi furono vinti con la morte ma non nello spirito.
   Cosa è ciò che santifica? La conoscenza sempre più vasta di Dio, data a controbilanciare la predicazione sempre più vasta e attiva e corrodente della Bestia, data coi mezzi adeguati ai tempi nuovi, coi mezzi che penetrano là dove non penetrano le persone. Io l'ho detto4: "I figli del secolo sono più avveduti dei figli della luce". Essi usano i mezzi nuovi e penetrano con propaganda sottile là dove la staticità dei figli della luce non penetra. Il libro è distruzione al giorno d'oggi perché è penetrazione. Perché allora non controdistruggere ciò che essi, i tenebrosi, edificano sulle macerie di ciò che era mio e che essi hanno abbattuto? Seminate sulle macerie e, per la mia Grazia, che accompagnerà i vostri sforzi, nasceranno dalle macerie nuovi steli di senape: il più piccolo seme5 che però fa tanta fronda da dare ricovero agli uccelli senza nido.
 Troppe anime non hanno più nido nella fede semplicemente perché non sanno, perché non mi conoscono. Non è conoscenza di Me il povero ricordo di un Dio Uomo morto su una Croce. È conoscenza di Me il conoscere tutte le forme della evangelizzazione di Cristo, del sacrificio di Cristo, dell'amore di Cristo Uomo e Dio. Vuote, semivuote le chiese? Siano penetrate le case. Sorgete, o dormienti! Sorgete, o timidi! Non è tempo di dormire. Devo essere Io che a voi dormienti6 mentre la barca è presa da onde di naufragio grida: "Sorgete, ché se no perite"? Devo essere Io che dico: "Aumentate la vostra fede"? Ciò non sia. Guardate quanti periscono o sono sedotti perché non hanno che il pane avvelenato delle eresie di ogni specie o sono sedotti perché rintronati dalle voci dei falsi apostoli servi alla Bestia. Aiutate il Maestro che ha misericordia7 di questa turba e vi dà il pane perché non muoia nel deserto. Date questo pane. Come? L'ho detto da tempo e lo ripeto.
 
   I. Cercate una approvazione che difenda e assicuri l'Opera. Cercate subito e non desistete finché trovate.
   II. Date alle stampe il ciclo evangelico, il quale è fatto di tre parti: Iª Il concepimento, nascita, infanzia e sposalizio di Maria. IIª Annunciazione, concepimento, nascita, infanzia, adolescenza mia. IIIª I tre anni di vita evangelica.
   Voglio le due prime parti perché veramente la misura della bontà infinita di Dio, del suo potere, del suo perdono, hanno inizio da quando nel seno di Anna si formò la Senza Macchia. La Buona Novella ha il suo primo palpito nel primo palpito del cuore embrionale di Maria di Gioacchino ed Anna. E voi, Servi di Maria, dovreste più di ogni altro capire e credere fermamente che è la conoscenza di Maria quella che prepara la conoscenza del Cristo. È Maria la Vincitrice. Satana si allontana da chi ama e conosce Maria. E quando Satana si allontana Io entro e posso agire. Precursore è detto Giovanni di Zaccaria. Lo fu. Per brevi anni. Maria lo è, in eterno. Apostoli furono detti i Dodici. Lo furono, per tempo più o meno lungo. Maria è Apostola, in eterno. Maria preceda perciò il Cristo e prepari gli animi alla conoscenza vera del Cristo.
   Io vorrei che da questa Nazione, dove tanta mia Grazia si è effusa, dove è la Sede Apostolica, dove tanto è da riedificare perché sia salva, l'Opera si diffondesse. Ma l'Italia è una parte nel mondo cristiano, non è tutto il mondo cristiano. E le mie luci, ossia dei Pastori illuminati, atti a sentire la Voce di Dio e ad approvarla perché sia data — dono del mio Cuore divino agli uomini che mi sono cari perché per essi Io sono venuto a patire e morire — sono in tutto il mondo cristiano-cattolico. Gli altri dettati saranno riserbati per il futuro.
   Non usate mezze forme. Voglio una sicura approvazione. Il portavoce sia assolutamente sconosciuto. Ella non pretende [altro] che (né le potete negare di concederle ciò che chiede):
   
   I, che l'Opera sia pubblicata con tutte le garanzie;
   II, che l'Ordine la sovvenga spiritualmente e non soltanto con l'assistenza ecclesiastica di un Padre che le amministri i Sacramenti come ad ogni altra cattolica, ma anche con la guida spirituale-morale di un Padre, e dei migliori, perché le anime prese da missioni straordinarie hanno doppio, triplo, decuplo bisogno di guida sacerdotale. Il Cielo parla per cose di Cielo. Il Sacerdote deve vegliare sulla creatura sospesa fra Cielo e Terra, fatta segno a strali di volere divino, di odio o di esaltazione umana, indifesa più di ogni altra creatura per la sua missione che la strania troppo dal mondo, che l'assorbe, che la sensibilizza in maniera acuta, che la spaurisce con la sua grandezza, con le paure di un inganno diabolico e con la tema di non saper fare come Dio vuole e di disgustare perciò la Divinità.
 E la sovvenga, l'Ordine, anche con l'aiuto materiale. Avete di fronte un miracolo continuo di un essere finito, che produce tuttavia perché Io lo voglio. Ma il miracolo mio non deve annullare la vostra carità. Un cuore spostato, atrofico, aritmico, finito; dei polmoni asfittici, lacerati, cicatrizzati male; una febbre continua e in aumento; la spinite che infiamma, paralizza, indurisce nervi e vertebre; le sierose invase, il fegato invaso, le reni invase: ecco il rudere che scrive sempre volonterosa, eroica, ilare, per ore e ore. Ecco il rudere che detta, detta, detta a chi dattilografa8. Ecco il rudere che, dopo avere scritto anche cinque ore, e dettato altre cinque, deve correggere, rileggere, legare, e tenere corrispondenza, e pensare, e usare carità…
   Figli! Chi di voi farebbe per uno, due, tre anni, tutto questo? Me­no il dettare, ella lo fa da tre anni. E Io ne ho pietà. Tanto che rallen­to le visioni per darle tempo di riposare. Se le cose fossero andate come fino al febbraio, il Vangelo sarebbe stato ultimato ormai. An­date come sono andate, siamo ad elul e mancano i mesi di ministe­ro continuo in Giudea nei quali le pagine dell'Evangelo di Giovanni si rianimeranno. Perché, se è vero che la rivelazione si chiude con Giovanni9, è anche vero che molte cose sono misteriose in Giovanni, ed Io solo le posso rendere limpide, accettabili, non solo per fede ma per comprensione.
   Io voglio perciò che un Padre sostituisca qui, dove risiede il portavoce, P. Romualdo nella prima copia dei manoscritti. La quale, dopo la correzione del portavoce, andrà spedita a Roma, a Romualdo che proseguirà il lavoro. Approvo l'aiuto di P. Corrado10 a Romualdo per la ricerca e correzione di errori di copia. Abbiate presente che anche un piccolo errore può produrre una frase contro il dogma e la dottrina. Perciò leggete, rileggete, confrontate per non dare spunto ai contrari a trovare errore. E voglio che la correzione delle tre parti del Vangelo (i 2 pre-evangeli e il Vangelo vero e proprio) siano fatte per un'ultima volta, con l'aiuto del testo manoscritto, dal piccolo Giovanni.
   Lo strumento non vuole ringraziamenti. La sua fatica è la sua gioia, il sacrificio il suo pane, la mia gloria e il bene delle anime lo scopo della sua immolazione che ha preceduto di più decenni il suo stato attuale di portavoce. Lo strumento non vuole che una cosa: che sia fatta la mia Volontà. Non vi chiede utili finanziari. Non vi chiede onori. Carità vi chiede. In nome di Dio, come sorella, come cattolica, come inferma. Vi chiede di proteggerla e di proteggere l'Opera. Io ve l'ho chiesto prima di lei. Ed Io non decreto cose impossibili. Lo strumento ha un solo desiderio: morire dopo aver avuto fra le mani un volume dell'Opera approvato dalla Chiesa attraverso un suo Ordinario. Morire sapendo che il fiume di luce che è passato dal suo essere per venire agli uomini si sparge ad alimentare gli uomini, illuminarli, portarli a Me. Lo strumento non chiede, non pensa a glorificazioni future. Ma implora che sia glorificato il Signore e difesa la sua innocenza sulla quale Satana si avventa per colpire, attraverso il portavoce, il Signore. Non permettete che il Nemico la tragga a sconforti immeritati.
   E siate solleciti. Il portavoce è un lume che si spegne. Agite. Come gli altri agiscono. Agite con giustizia e carità, come gli altri con ingiustizia e anticarità. Agite subito. Dal come e dal tempo come agirete per fare ciò che Io voglio e ciò che vuole la carità verso il portavoce, apparirà la vostra formazione, la vostra fede, la vostra ubbidienza, il vero aspetto del vostro spirito apparirà. E la mia Grazia e Benedizione scenderà, proporzionata alla vostra perfezione, sull'Ordine e sui singoli, a vostra protezione e conforto.
   State nella mia pace e nella mia unione, e conoscetemi e difendetemi nella mia creatura che ho usata per voi, per tutti, e che vi ho affidata.»
 

   [Seguono, in data 9 e 16 giugno 1946, i capitoli 16 e 17 del LIBRO DIAZARIA. Con date del 3 e 4 giugno 1946 sono i capitoli 445 e 446 del­l'ope­ra L'EVANGELO]
           


   la vergine prudente… con riferimento alla parabola riferita in Matteo 25, 1-13.
           
   2 Alfonso, cioè P. Alfonso M. Benetti, all'epoca Priore Generale dell'Ordine dei Servi di Maria, cui apparteneva P. Romualdo M. Migliorini.
           
   3 Vi ricordo… quanto è detto in Apocalisse 12-13.
           
   4 l'ho detto, in Luca 16, 8.
           
   5 il più piccolo seme…, immagine della parabola riferita in Matteo 13, 31-32Marco 4, 30-32Luca 13, 18-19.
           
   6 a voi dormienti…, al contrario di quanto si narra nell'episodio della tempesta sedata (Matteo 8, 23-27Marco 4, 35-41Luca 8, 22-25) dove è Gesù colui che dorme e gli apostoli lo svegliano. Ciò non sia, cioè: non sia necessario che Gesù debba spronare proprio dei sacerdoti ad avere più fede.
           
   7 ha misericordia… nel deserto, come negli episodi delle moltiplicazioni dei pani: Matteo 14, 13-21; 15, 32-38Marco 6, 34-44; 8, 1-9Luca 9, 11-17Giovanni 6, 1-13.
           
   8 chi dattilografa, accanto alla scrittrice, è Marta Diciotti, dopo il trasferimento a Roma di Padre Migliorini, che prendeva i quaderni autografi e in convento li trascriveva a macchina.
           
   9 la rivelazione si chiude con Giovanni, autore del libro dell'Apocalisse, che chiude definitivamente la Rivelazione (Apocalisse 22, 18-19). Il ruolo delle rivelazioni private è quello di "aiutare a viverla più pienamente", come insegna il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 67).
           
   10 P. Corrado è Padre Berti, cui si è accennato per la prima volta nello scritto del 18 marzo 1946.

 

   'E Maria verrà con me. Lo desidera tanto. Questo ci vuole presso il Santo e contro il demonio e il mondo: il cuore delle mamme'