MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

"Oh! miseri, miseri uomini superficiali che, anche se cattolici praticanti, così tiepidi siete per l’Idea, per il Cristianesimo, per la Chiesa, che sono l’Idea che è forza, potenza, coesione, vittoria, salvezza contro le armate umane ed extraumane dei servi del Dragone, meditate questa grande lezione che viene dagli èvi: quando l’inerzia, il peccato, o il consentimento a dottrine sataniche, permettono che i nemici di Dio e degli spiriti assalgano, distruggano, disperdano l’Idea unica, santa, vera, eterna - Dio - in ciò che lo predica e lo rappresenta, tutto, dico tutto viene disperso e distrutto, anche ciò che non vorreste lo fosse: il vostro personale egoistico bene, la fortuna familiare, la quiete, la famiglia stessa talora" (Lez. II Ep. ai Romani)

OPERA MINORE

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QUADERNI DAL 1945 AL 1950 CAPITOLO 609


16 maggio 1947

   Venerdì 

   Dice Gesù:
   «Vuoi sapere quale fu l'apostolo che ha amato più di ogni altro? Giovanni. Veramente Giovanni. Prima e dopo la Passione. Prima e dopo la Pentecoste. Io e lui: due oceani d'amore dei quali il secondo appena è di poco minore al primo nel quale si riversa e fonde.
   E quale è l'apostolo che ho più amato? È Giuda di Keriot. Non sbarrare gli occhi, non sussultare. Così è. Ho amato più di tutti Giuda di Keriot. E ora ti spiego, e capirai.
   Giovanni era il prediletto. Si sa. E si sa il vero. Egli era buono, puro, fedele. È ovvio che attirasse l'amore di Dio e l'amore dell'Uomo, ossia l'amore di Gesù Dio-Uomo.
   Ma dimmi: è più faticoso fare un'azione che esige uno sforzo continuo e che sappiamo in precedenza inutile, o fare un'altra che in luogo di sforzo è gioia e riposo a compierla? Quella prima, non è vero? E chi avrà più merito? Chi compie la prima o la seconda? La prima, e per solofine di fare tutto il proprio dovere senza speranza di averne ricompensa, o la seconda che minuto per minuto ripaga ampiamente di ciò che facciamo? Avrà più merito chi compie la prima.
   E ancora: sai quale amore ha colui che per solo eroismo d'amore e di dovere verso Dio e il fratello continua ad occupar­si e preoccuparsi di giovare al fratello cattivo per vedere di farlo buono e dar gloria al Signore? Amore perfetto egli ha. Quel­l'amore che tutto compie e tutto perdona, tutto superando, mosso dal fine perfetto di fare opera che a Dio piace. Non riesce? Si sa che non riesce? Si sa che Dio sa che non riesce? Non importa. Si fa ugualmente. È l'eroismo del dovere compiuto alla perfezione. E dimostra anche perfezione del sentimento. Perché se uno non amasse in Dio uno che sa essere delinquente, traditore, incorreggibile nei suoi sentimenti perversi, non potrebbe amare questo delinquente. Ma lo ama dell'amor sublime che gonfiava il mio cuore sulla Croce quando non pregavo per i giusti ma invocavo il perdono del Padre su coloro che erano i miei assassini.
   È l'amore che Io voglio in te per tutti coloro che ti odiano… Se sapessi come questo amore che diamo a quelli che sono gli irriducibili nemici nostri, gli inconvertibili, opera miracoli! Diretti, a loro stessi, come lo fu l'amore di Stefano per Saulo, amore che gli ottenne l'incontro con Me sulla via di Damasco. O indirettamente.
   L'amore non si perde. Non una parte infinitesimale d'amore, di questa moneta, di questo lievito, di questo balsamo che è l'amore, resta senza fruttificare. Raccolta dagli angeli, notata da Dio, sale nel tesoro dei Cieli e là serve – oh! misteriose operazioni di Dio – ad acquistare, a far crescere, a medicare anime, schiave di Satana, anime statiche nella loro appena abbozzata giustizia, anime ferite e malate. L'amore dato per la conversione dei nostri crocifissori, e rimasto senza frutto per essi per la loro perversa volontà, va a fecondare alla grazia altre anime, sconosciute in Terra ma che saranno note in Cielo.
   Ascolta ancora, per tornare a Giuda. Io ho detto1: "A colui che molto ama molto è perdonato". È vero ed è giusto. Più uno ama e più merita perdono da parte dell'offeso. Ma anche: colui che più perdona dimostra di amare molto. E colui che perdona sempre tutto, tutto sempre, sinché non viene l'ora del giudizio, colui ama non molto ma totalmente. Così ho amato Giuda di Keriot. Totalmente. Anche gli altri li ho amati così, specie Giovanni. Ma era giustizia amarli così. Erano buoni, pur nei loro difetti, e mi amavano con tutte le loro forze. Erano piccole, imperfette? Furono tali sino alla fine, sinché lo Spirito Santo non le rinnovellò? Non importa. Erano tutte le loro forze. Ma Giuda! Ma Giuda! Amare Giuda! Totalmente amare Giuda del quale non ignoravo una piega del tenebroso cuore! Amarlo perché è detto2 "amerai il prossimo tuo come te stesso"!
   Vedi, anima mia, molti ripetono questo comando dai pulpiti, dalle cattedre, dagli altari, dai confessionali… e credono di conoscerlo appieno perché dicono: "Il secondo comandamento è amare il prossimo come se stessi". Ma pochi fanno considerare – pochi maestri di spirito ai molti ignoranti di spirito – una cosa essenziale del comandamento d'amore. Ed è questa. È detto "amerai il tuo prossimo come te stesso" senza specificare: prossimo buono, prossimo malvagio, prossimo docile o indocile, prossimo amoroso o odiante. No. È detto "amerai il tuo prossimo". Tutto. Buono o cattivo. Di un amor gioioso o doloroso. Ma sempre tutto il tuo prossimo.
   Questo amore per tutto il prossimo esige spirito di misericordia, mitezza, umiltà, molto ben formati. Perché è difficile, sì, è difficile poter amare certo prossimo! Bisogna essere molto, molto, molto ben fondati nella carità per poterlo fare. Ma anche qui non siete senza modello. Il vostro Modello eccolo: Io, Gesù! Imitatemi e sarete perfetti come Io voglio per vostra gioia eterna.
   L'orrenda, cupa figura di Giuda che ho così ampiamente svelata nell'Opera, non è stata senza scopo. Non mi sono certo dilettato nell'illustrare quel viluppo di serpi infernali! Ma ve l'ho svelata perché, svelando essa, ho anche svelato come i maestri di spirito e anche i cristiani tutti devono agire verso i molti Giuda che popolano la Terra e che non c'è uomo che non incontri nel suo giorno mortale…
   Ai maestri di spirito e a tutti Io dico: "Imitatemi in questo perfetto amore e possederete un amore simile a quello di Gesù, Maestro vostro".»

   Ore 21,30, stesso giorno

  Ho la visione e la comprensione di quello che è il Cuore Immacolato di Maria.
 Visione: uno splendidissimo cuore simile a una raggiante luna, simile a luminosa perla dalla luce lunare. Siamo soliti a vedere il Cuor di Gesù emanante raggi d'oro, fiamme d'oro. Una raggiera intorno al suo rosso Cuore. Ma questo di Maria è tutto luce. Una paradisiaca luce! Più bianca di Ostia raggiante in un ostensorio! Più luminoso di luna splendente in tersissimo cielo! Più vago di enorme perla! Tutto luce! Che bellezza!… Splende là, al centro del petto purissimo… Un candore che brilla nel candore del corpo glorificato di Maria Ss. di Fatima. E per essere splendore che supera lo splendore purissimo di tutta la Vergine, pensi ognuno quale splendore deve essere…
   E lo Spirito Santo mi dà questa lezione e comprendo:
   «Da quel Cuore vennero le stille per formare il Cuore all'incarnato Verbo. Da quale candore doveva venire quel sangue necessario a formare l'embrione umano del Ss. Figlio di Dio! Sangue purissimo da purissima sorgente. Candore che sgorga da fonte immacolata per circondare di candore l'anima creata al Verbo, concepito dall'Amore col Candore. Sui palpiti di stella purissima di questo Cuore, Delizia mia, si è informato il pulsare del Cuor divino. Pensa tu quale perfezione totale di sentimenti e di movimenti avrà avuto questo Cuore immacolato sul ritmo del quale – ritmo di palpiti fisici, ritmo di palpiti morali, ritmo di palpiti spirituali – si formò ad esser Cuore d'Uomo-Dio il cuore del Figlio concepito dalla Vergine.
   Guarda, guarda, béati. Non c'è luce più bella in Paradiso, dopo la nostra, di questa. E non c'è luce più dolce. Non c'è. Noi, i Tre gloriosi, troviamo in questa luce la gioia nostra. I beati la loro. Gli angeli la loro. Il Paradiso splende di questa luce dell'immacolato Cuore di Maria nostra. Quella luce che tu dici indescrivibile, ed è voce e letizia del Paradiso, promana da questo Seno, da questo Cuore dell'eterna Vergine. Volesse l'uomo che si spandesse sulla Terra! Sarebbe la seconda redenzione, il secondo perdono… la finale salvezza! Oh! il perdono del mondo! Il perdono al mondo per Maria! Ma il mondo respinge la Madre che lo partorirebbe alla pace.
   Ama, ama per tutto il mondo. E la luce del Cuor di Maria ti penetrerà della gioia che fa Noi stessi beati.»
   Mi letifico guardando il raggiante Cuore-Ostia di Maria Immacolata, dalla luce intensa e soavissima di perla accesa…
           


   ho detto, in Luca 7, 47.
           
   2 è detto, in Levitico 19, 18.