MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 22


9 giugno 1943

   Risponde Gesù proprio a me:
   «Capisco a compatisco la tua tristezza. Non è quella tristezza che Io accuso come una colpa. Tristezza colpevole è quella che viene da insoffribilità delle cose a delle croci. Umane le prime,
soprannaturali le seconde. Tristezza colpevole è la sete di godimento, di ricchezze, sete che non è appagata a che vi dà tristezza, o sete che dopo esser saziata vi lascia più tristi di prima perché in voi la coscienza piange. Questa è la tristezza che Io condanno.
   Ma la tristezza buona, sentita per le sventure altrui più che per le proprie, l’accoramento che dà vedere Dio vilipeso, la pena per vincoli cari che si spezzano, Io non la condanno. Prima di voi l’ho provata Io e ho pianto.
   Quando poi l’anima sale anche più su e non solo ha in sé una tristezza non condannabile, ma mi sa dare quella sua tristezza perché Io usi il suo pianto per l’altrui bene, allora Io me la prendo, quest’anima, e la cullo sul mio Cuore per addormentare la sua pena a darle1 la mia gioia.
   La senti. So che la senti stillare in te. Quei trasalimenti di sollievo che senti, e ti sembrano raggi nel buio che ti viene da molte cose, e ti sembrano liberazione da pesi che ti accasciano, sono Io che vengo in te con la mia gioia.
   Hai intuito anche l’origine di tanta cupezza nel dolore che, per tuo bene, ti invade. Sì. Tu, vivendo in Me e per Me, scateni le ire del Nemico ed egli, non potendo fare altro, cerca di spaventarti rendendo più nero il futuro di quanto già non sia. Ma non avere paura. Io sono con te.
   Aumenta la tua tristezza anche il riflettere alle parole che dico all’anima tua, non per te ma per tutti.    Ma non rifiutarti di riceverle. Ho tanto poche persone in tutto il vasto mondo che si tendano per ascoltare la mia Parola! Quelli ai quali vorrei parlare per ricondurli nella via della Vita non mi vogliono ascoltare. Parlo allora ai pochi che mi vogliono ascoltare. Quando sarà utile, quanto ho detto ai miei fedeli in segreto, sarà reso noto e così la Parola continuerà a risuonare nel mondo.
   Non ti rifiutare dunque all’opera mia, qualunque essa sia. Non te ne gloriare e non te ne spaurire.    Lasciami fare. Non faccio mai nulla senza scopo. Vieni a Me sempre con quella confidenza che mi piace tanto. Quando Io trovo un’anima confidente apro il mio Cuore e la chiudo dentro ad esso. Ti pare che ti possa accadere qualche cosa che sia vero male se sei chiusa nel mio Cuore? Ma neppure l’Inferno può nuocerti finché sei lì. E ci sarai finché sarai pura, amorosa, confidente, fedele.»

 

   1 darle è nostra correzione da dargli