MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 30


17 giugno 1943

   Dice Gesù: 
   «Ti voglio parlare della prudenza umana. La prudenza soprannaturale è una grande virtù. Ma la prudenza umana non è una virtù. Voi uomini avete applicato questo nome, come una falsa etichetta, a sentimenti impropri e non virtuosi. Così come chiamate: carità, l’obolo che date al povero.
   Ma se voi fate un’elemosina, anche vistosa, e se la fate per essere notati e applauditi dal mondo, credete di fare un atto di carità? No. Disilludetevi. Carità vuol dire: amore. Carità è perciò avere pietà e amore per tutti i bisognosi della terra. Non occorre denaro per fare un atto di carità. Una parola di consiglio, di conforto, di dolcezza, un atto di aiuto materiale, una preghiera, sono carità. Un’elemosina data con mal garbo, avvilendo il povero, in cui non sapete vedere Me, non è carità.
   Uguale cosa è per la prudenza. Voi chiamate prudenza la vostra viltà, la vostra smania di quieto vivere, il vostro egoismo. Tre cose che non sono certo virtù. Anche nei rapporti vostri con la religione siete amanti del quieto vivere. Quando sapete che una franca professione di fede, che una espressione, detta come ve la sussurra lo Spirito di Verità, possono urtare autorità, datori di lavoro, marito figli, genitori, dai quali vi aspettate aiuto materiale, la vostra umana prudenza vi fa chiudere in un silenzio che non è prudente ma pusillanime, se pure non è colpevole, perché arrivate a negare, a rinnegare, spergiurando, i vostri sentimenti più spirituali.
   Pietro fu il primo che nell’ora del pericolo, per una prudenza umana, giunse a negare di conoscermi. Io lo permisi, questo, perché, ravveduto, potesse poi compatire e perdonare i fratelli pusillanimi. Ma quanti "Pietri" da allora a ora!
   Avete sempre davanti alla mente un interesse meschino, e quello anteponete e tutelate a discapito dell’interesse eterno che vi frutta la Verità coraggiosa e coraggiosamente professata.
Davanti a certe manifestazioni di Dio, voi, poveri uomini, non avete certo il coraggio di Nicodemo e di Giuseppe, che in un’ora tremenda per il Nazareno e per i suoi seguaci seppero farsi avanti per pensare a Me contro l’ostilità di tutta Gerusalemme. Tu stessa, delle volte, resti un poco in sospeso davanti a certe mie espressioni e le vorresti rendere meno taglienti.
   La prudenza umana vi guida. La portate dappertutto. Sino negli episcopi, sino nei conventi. Come siete cambiati dai primi cristiani che non tenevano conto di nulla che fosse umano e guardavano soltanto il Cielo!
   È vero che Io ho detto di essere prudenti come i serpenti, ma non di una prudenza umana. Vi ho anche detto che per seguire Me occorre essere audaci contro tutti. Contro l’amore di sé; contro il potere, quando vi perseguita perché siete miei seguaci; contro il padre, la madre, la sposa, i figli, quando questi vogliono, per affetto umano e preoccupazione terrena, impedirvi di seguire la mia Via, perché una sola cosa è necessaria: salvare la propria anima anche perdendo la vita della carne per ottenere la Vita eterna.»