MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

'A Colui che siede sul trono e all'Agnello
Lode, Onore, Gloria e Potenza,
nei secoli dei secoli'.

OPERA MINORE

A A A

QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 32


19 giugno 1943

   Premetto due parole di spiegazione. Stavo pregando, erano le 12 e pregavo ancora, perché in queste 6 ore della mattinata ero stata interrotta tante mai volte che non avevo potuto terminare le mie orazioni mattinali. L’ultima interruzione, la visita di una giovane mammina angosciata. Insomma era mezzogiorno e non avevo potuto concentrarmi in pace per dieci minuti di fila.
   Mentre esercitavo la pazienza a staia, pensavo, per confortarmene, alle parole udite ieri sera molto tardi, e mi ripromettevo di copiarle1 per dare dolcezza al mio cuore. Perché sono parole di una soavità molto alta. Me ne è rimasta l’anima profumata. Invece ecco che devo smettere di pregare per scrivere quanto copio ora e che mi sembra sia una risposta ad una sua domanda formulata in una lettera, domanda alla quale io non ci pensavo più.
   E ora che ho premesso questo prologo, vado avanti, copiando prima le parole di oggi e poi quelle di ieri sera.

 

   Dice Gesù:
  «Giorni fa il Padre2 ha scritto che rimaneva perplesso circa la vera fonte del flagello attuale "perché un regno diviso in se stesso non è più un regno". Mostrerò al Padre che ciò può essere, essendo la divisione puramente apparente.
   Lucifero, nelle sue manifestazioni, ha sempre cercato di imitare Iddio. Così come Dio ha dato ad ogni Nazione il suo angelo tutelare, Lucifero le ha dato il suo demone. Ma come i diversi angeli delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Dio, così i diversi demoni delle Nazioni ubbidiscono ad un unico Lucifero.
   L’ordine dato da Lucifero nella presente vicenda ai diversi demoni non è diverso a seconda degli Stati. È un ordine unico per tutti. Donde si comprende che il regno di Satana non è diviso e perciò dura.
   Questo ordine può essere enunciato così: "Seminate orrore, disperazione, errori, perché i popoli si stacchino, maledicendolo, da Dio". 
   I demoni ubbidiscono e seminano orrore e disperazione, spengono la fede strozzano la speranza, distruggono la carità. Sulle rovine seminano odio, lussuria, ateismo. Seminano l’inferno. E riescono perché trovano già il terreno propizio.
   Anche i miei angeli lottano a difesa del Paese che ho loro assegnato. Ma i miei angeli non trovano terreno propizio. Onde rimangono soccombenti rispetto ai nemici infernali. Per vincere, i miei angeli dovrebbero essere aiutati da animi viventi nel e per il Bene. Viventi in Me. Ne trovano. Ma sono troppo pochi rispetto a quelli che non credono, non amano, non perdonano, non sanno soffrire.
   È il caso di ripetere: "Satana ha chiesto di vagliarvi". E, dal vaglio, risulta che la corruzione è come nei tempi del diluvio, aggravata dal fatto che voi avete avuto il Cristo e la sua Chiesa, mentre ai tempi di Noè ciò non era.
   L’ho già detto 3 e lo ripeto: "Questa è lotta fra Cielo e inferno". Voi non siete che un bugiardo paravento. Dietro le vostre schiere battagliano angeli e demoni.
   Dietro i vostri pretesti è la ragione vera: la lotta di Satana contro Cristo.
   Questa è una delle prime selezioni dell’umanità, che si avvicina alla sua ora ultima, per separare la messe degli eletti dalla messe dei reprobi.Ma purtroppo la messe degli eletti è piccola rispetto all’altra.
   Quando Cristo verrà per vincere l’eterno antagonista nel suo Profeta troverà pochi segnati, nello spirito, dalla Croce.»

   E questa è l’altra di ieri sera.
  

    Dice Gesù:
   «Per ottenere veri frutti dall’Eucarestia, non bisogna considerare questa come un episodio che si ripete ad epoche più o meno distanziate nel tempo, ma farne il pensiero base della vita. Vivere pensando a Me-Eucarestia che mi appresto a venire o che sono venuto in voi, facendo dell’incontro un continuo presente che dura quanto dura la vostra vita. Non separarsi con lo spirito da Me, operare nel raggio che scaturisce dall’Eucarestia, non uscire mai dalla sua orbita come stelle che rotano intorno al sole e vivono per merito di esso. Anche qui ti propongo a modello Maria. La sua unione con Me deve essere il modello della tua unione con Me. La vita di Maria, mia Madre, fu tutta eucaristica. La vita di Maria, la piccola vittima, deve essere tutta eucaristica.
  Se Eucarestia vuol significare comunione, Maria visse eucaristicamente per quasi tutta la vita4Poiché Io in mia Madre ero prima d’essere, come uomo, al mondo. Né, quando come uomo al mondo non fui più, cessai d’essere in Lei. Non ci siamo più separati dal momento in cui l’ubbidienza fu santificata sino all’altezza di Dio, ed Io divenni carne nel suo seno così puro che gli angeli lo sono meno al paragone, così santo che tale non è nessun ciborio che m’accolga.
   Solo nel seno di Dio vi è perfezione di santità maggiore a quella di Maria. Ella è, dopo Dio Uno e Trino, la Santa dei Santi.
   
Se fosse concesso a voi mortali di vedere la bellezza di Maria quale essa è, ne restereste rapiti e santificati. Non c’è paragone nell’Universo che valga a dirvi cosa è mia Madre. Siate santi e la vedrete.
   E se vedere Dio è la gioia dei beati, vedere Maria è la gioia di tutto il Paradiso. Perché in Lei non soltanto si beano i cori angelici e le schiere dei Santi, ma il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo la contemplano come l’opera più bella della loro Trinità d’amore.
   Non ci siamo mai separati tra noi due. Ella aspirava a Me con tutta la forza del suo cuore verginale e immacolato attendendo il promesso Messia.Comunione purissima di desiderio che attirava Me dal profondo del Cielo. Più viva comunione dal momento della beata annunciazione sino all’ora della morte sulla Croce.
  I nostri spiriti erano sempre uniti dall’amore. Comunione d’amore intensissimo e di immenso dolore durante il mio martirio e nei giorni della mia sepoltura. Comunione eucaristica dopo la gloriosa Risurrezione e l’Ascensione sino all’Assunzione che fu eterna unione della Madre purissima col Figlio divino.
   Maria è stata l’anima eucaristica perfetta. Sapeva trattenere il suo Dio con un amore ardente, una purezza superangelica, un’adorazione continua. Come separarsi da quel cuore che viveva di Me? Io rimanevo anche dopo la consumazione delle specie.
   Le parole dette a mia Madre nei miei trentatré anni che le fui figlio sulla terra, non sono niente di fronte ai colloqui che Io-Eucarestia ebbi con Lei-Ciborio.
   Ma quelle parole sono troppo divine e troppo pure perché mente d’uomo le possa conoscere e labbra d’uomo ripetere. Nel Tempio di Gerusalemme solo il Sacerdote entrava nel Santo dei Santi dove era l’Arca del Signore. Ma nel Tempio della Gerusalemme celeste solo Io, Dio, entro e conosco i segreti dell’Arca santissima che è Maria, mia Madre. Sfòrzati d’imitare Maria. E, poiché è troppo ardua cosa, di’ a Maria che ti aiuti. Ciò che all’uomo è impossibile, è possibile a Dio, possibilissimo poi se chiesto in Maria, con Maria, per Maria.»

 

   1 Vedi la nota 6 di pag. 21.

   2 Padre Migliorini.

   3 Nel dettato del 4 giugno, pag. 12-13.

   4 Il concetto viene ripreso e spiegato nel dettato del 2 luglio, pag. 126.